Dalle aule dell'istituto d'istruzione superiore Raineri-Marcora di Piacenza al palcoscenico internazionale di Stoccolma. Isabella Reboli e Paolo Chiusa, entrambi classe 2008, hanno portato il talento e la ricerca scientifica della scuola italiana in Svezia, partecipando allo Stockholm Junior Water Prize, la prestigiosa competizione internazionale che si è tenuta dal 23 al 27 agosto scorsi.
I due studenti piacentini sono arrivati a questo importante appuntamento dopo essere stati selezionati per rappresentare l'Italia alla finale internazionale. Il progetto presentato si intitola “Moringa: il filtro che la natura ci dona”, un’idea che risponde a una sfida globale sempre più urgente: permettere alle comunità di gestire in modo autonomo e sostenibile le proprie risorse idriche, utilizzando le proprietà naturali della pianta di Moringa per la depurazione dell'acqua.
Un tema di attualità globale
La partecipazione di Isabella e Paolo si inserisce in un contesto segnato da criticità idriche che interessano periodicamente diverse aree del globo. Il loro lavoro non è solo un esercizio accademico, ma una proposta concreta per affrontare la scarsità di acqua potabile, un tema che anima da decenni la conferenza internazionale sull'acqua di Stoccolma.
Lo Stockholm Junior Water Prize richiama ogni anno i migliori giovani talenti da tutto il mondo. A valutare i progetti in gara è una giuria composta da esperti internazionali del settore idrico, con l'obiettivo di premiare le innovazioni capaci di incidere realmente sulla conservazione delle risorse e sull'accesso all'acqua di qualità.
L'eredità della ricerca
La competizione si svolge parallelamente alla conferenza che assegna il Stockholm Water Prize, spesso definito il "Nobel dell'acqua". Proprio in questo ambito, la ricerca scientifica italiana ha saputo distinguersi nel tempo per l'alto valore dei contributi offerti al dibattito globale sulle risorse idriche.
Per Isabella e Paolo, l'esperienza svedese rappresenta un momento di confronto unico. Molti dei partecipanti alle scorse edizioni hanno visto in questa competizione l'inizio di percorsi professionali di successo, alimentando una passione per la scienza che, partendo dai banchi di scuola, si traduce in un contributo tangibile per il benessere del pianeta. Che si tratti della conclusione di un percorso scolastico o del primo passo verso una carriera nella ricerca scientifica, l'avventura di questi due giovani studenti di Piacenza rimane un esempio virtuoso dell'impegno profuso dagli istituti tecnici italiani nella formazione delle nuove generazioni di scienziati.




