Il Ministero dell'Istruzione e del Merito prosegue il percorso operativo verso la riforma dell'istruzione tecnica. Facendo seguito alla circolare dipartimentale n. 1397 del 19 marzo 2026 e alla nota sugli organici prot. n. 10164 del 16 aprile 2026, l’Amministrazione ha diffuso i «Primi orientamenti per la progettazione curricolare finalizzata al passaggio al nuovo ordinamento». I documenti, che includono la Nota MIM prot. n. 2306 del 3 settembre 2026 e il relativo allegato tecnico, sono stati pubblicati ufficialmente dall’USR Lazio e tracciano la griglia metodologica per la progressiva attuazione della riforma. Le modifiche ordinamentali saranno introdotte a partire dalle classi prime dell’a.s. 2026/2027, rendendo questi orientamenti necessari nell’immediato per le attività del corrente anno scolastico.

Le indicazioni ministeriali forniscono ai collegi dei docenti e ai dirigenti materiali di supporto e spunti per impostare l'aggiornamento del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e la revisione della didattica, introducendo orientamenti sugli ambiti disciplinari, sull'uso della flessibilità e sui raccordi con il mondo del lavoro. Tali indicazioni si inseriscono nel quadro del decreto attuativo centrale, il DM 29 del 19 febbraio 2026, che definisce indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento. Restano invece ancora in fase di redazione le specifiche Linee Guida previste dal medesimo DM 29/2026, che completeranno il quadro normativo.

Cosa prevedono i primi orientamenti ministeriali

Il testo rappresenta il quadro di riferimento per la costruzione dei nuovi percorsi di studio, articolandosi in tre parti distinte. La terza sezione, in particolare, è dedicata specificamente alla progettazione del primo biennio, con focus su Scienze sperimentali, Elementi di base dell’indirizzo e Tecnologie di base. La riforma interesserà sia il Settore Economico (con indirizzi quali Amministrazione, Finanza e Marketing e "Turismo e Beni Culturali e Ambientali") sia il Settore Tecnologico-Ambientale (meccanica, elettronica, informatica, agraria, costruzioni, ecc.). Le indicazioni si focalizzano in particolare su cinque punti chiave:

  • Riorganizzazione degli ambiti disciplinari: ridefinizione dell'equilibrio tra le materie dell'area di istruzione generale e quelle di indirizzo caratterizzanti i singoli settori;
  • Quote di autonomia e flessibilità: regole per l'adeguamento dei programmi alle esigenze del territorio e del tessuto produttivo locale;
  • Didattica laboratoriale e per competenze: rafforzamento delle metodologie pratiche e dell'insegnamento interdisciplinare;
  • Raccordo con gli ITS Academy e le Università: continuità didattica ed esiti di sbocco verso l'alta formazione tecnologica e accademica;
  • Sinergia con il sistema produttivo: integrazione strutturata dei percorsi formativi con le imprese di settore.

Le indicazioni sull'impianto e il dibattito con le rappresentanze sindacali

La pubblicazione degli orientamenti si inserisce all'interno del percorso di interlocuzione e di confronto avviato a livello ministeriale. Durante le fasi di consultazione, le organizzazioni sindacali del comparto scuola hanno sollecitato massima attenzione a tutela della solidità dell'offerta formativa, dell'identità degli indirizzi tecnici e dei posti di lavoro.

Tra i temi centrali emersi durante il dibattito e l'analisi dell'impianto riformatore rientrano:

  • Salvaguardia delle ore di indirizzo nel primo biennio: la necessità di garantire un adeguato monte orario per le discipline caratterizzanti l'area economica e le scienze applicate/sperimentali;
  • Equilibrio della flessibilità nel triennio: l'opportunità di calibrare la quota di curricolo autonomo applicabile nel secondo biennio e nel quinto anno, per assicurare al contempo flessibilità territoriale e uniformità nazionale dei programmi;
  • Tempistiche certe per le scuole: la richiesta di fornire alle istituzioni scolastiche indicazioni trasparenti e in tempo utile per la programmazione didattica e l'adeguamento dei curricoli.

Implicazioni operative per le scuole e i docenti

Gli orientamenti sollecitano le istituzioni scolastiche ad avviare la fase riflessiva e progettuale negli organi collegiali già in questa fase dell'anno scolastico. Per i dirigenti scolastici e i collegi dei docenti si apre il compito di declinare gli indirizzi generali nella realtà quotidiana della programmazione didattica, tenendo conto delle specificità dei diversi settori dell'istruzione tecnica.

Sul fronte del personale, le tabelle di confluenza delle classi di concorso da assegnare alle discipline dei nuovi quadri orari (primo biennio, secondo biennio e quinto anno) sono già state individuate dal DM n. 71 del 29 aprile 2026, trasmesso ufficialmente a giugno. Mentre le scuole procedono con gli strumenti attualmente disponibili, resta l'attesa per il completamento delle future Linee Guida di dettaglio previste dal DM 29/2026, fondamentali per consolidare il passaggio definitivo al nuovo ordinamento.