Nelle ore immediatamente successive al devastante terremoto del 24 agosto 2016 che colpì l'entroterra piceno e rasò al suolo frazioni come Pescara del Tronto, una convinzione prese forma prima di qualunque altra: la ricostruzione di una comunità scossa alle fondamenta non poteva attendere i tempi dei cantieri. All'Istituto Comprensivo di Acquasanta Terme e Arquata del Tronto, la risposta arrivò dalla determinazione della dirigente scolastica Patrizia Palanca, guida dell'istituto dal 2007, diventata una figura simbolo della risposta educativa e umana di fronte alla tragedia.

Mentre le scosse continuavano a far tremare la terra e le sedi scolastiche risultavano inagibili o del tutto crollate, la risposta di chi doveva garantire continuità ai più piccoli non si fece attendere. L'azione della dirigente consentì di riallacciare i fili dell'insegnamento e del contatto umano a pochissimi giorni dal sisma, ben prima del calendario ufficiale.

La macchina operativa: l'auto-ufficio e le lezioni in tendopoli

Nella notte del sisma, anche l'abitazione di Patrizia Palanca ad Acquasanta Terme subì danni gravissimi. Ciononostante, la dirigente si mise subito in viaggio verso il Borgo di Arquata per verificare le condizioni della struttura scolastica e la sorte dei suoi alunni.

Con l'edificio scolastico distrutto e gli uffici inaccessibili, la preside trasformò la propria automobile in un'unità operativa mobile. Spostandosi costantemente tra le frazioni e i punti di accoglienza del territorio, coordinò da lì gli insegnanti, il personale ATA e i contatti con le famiglie sfollate.

Ottenuta una deroga per anticipare l'avvio dell'anno scolastico, già nei giorni immediatamente successivi al sisma — mentre nell'aria c'era ancora la polvere dei crolli — vennero attivate le prime attività educative e di accoglienza direttamente nella tendopoli allestita per gli sfollati. L'obiettivo primario non era svolgere il programma ministeriale, ma offrire ai bambini uno spazio di protezione, ascolto e condivisione per elaborare il trauma e ritrovare i compagni.

Aule provvisorie e ricerca della normalità

Tra moduli prefabbricati e strutture di fortuna, la scuola divenne un presidio imprescindibile. Attraverso il lavoro condiviso con i docenti e il supporto degli psicologi, vennero promosse attività mirate per stimolare la resilienza e far riscoprire ai ragazzi la dimensione del gruppo.

Accanto alla quotidianità fatta da gesti semplici — come il ritorno del suono della campanella a scandire le giornate — l'istituto promosse uscite didattiche e partecipazioni ad eventi esterni. Dalle visite guidate a Milano fino alla partecipazione ad attività televisive e culturali, ogni occasione fu utile per offrire agli alunni uno sguardo aperto oltre l'emergenza.

Per prevenire ulteriori forme di disagio emotivo, vennero previste risposte organizzative flessibili, riorganizzando le sedi e gli spostamenti così da evitare ad alcuni alunni ancora fortemente traumatizzati il quotidiano passaggio in bus davanti alle abitazioni sommerse dalle macerie.

La vicinanza spirituale e delle istituzioni

La continuità garantita dalla comunità scolastica di Arquata richiamò l'attenzione e la solidarietà di istituzioni e autorità. L'attenzione verso il percorso educativo intrapreso nelle zone terremotate si tradusse in importanti gesti di vicinanza spirituale e istituzionale a sostegno degli studenti e di tutto il personale della scuola.

Anche le istituzioni centrali, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, espressero profonda vicinanza e apprezzamento per il lavoro svolto sul campo, assumendo la rinascita della comunità scolastica picena come un simbolo di speranza e di ripartenza per l'intero Paese.

A testimonianza dell'impegno profuso, il percorso intrapreso dalla dirigente Patrizia Palanca e dalla sua comunità scolastica ha ricevuto importanti attestati di stima per la dedizione mostrata nel riorganizzare l'integrazione scolastica e comunitaria dopo l'emergenza sismica. Un riconoscimento che la dirigenza ha sempre condiviso con l'intero corpo docente e con gli operatori scolastici che scelsero di rimanere sul territorio per non far mancare il proprio sostegno agli alunni e alle famiglie.

Per verificare le informazioni ufficiali e accedere alla documentazione sulle misure e sugli interventi adottati per le scuole colpite dal sisma, è possibile consultare i report e gli atti pubblicati sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito e sui canali istituzionali della Protezione Civile.