Un incremento del 2,48% sullo stipendio tabellare con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026. È quanto stabilisce il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) datato 13 luglio 2026 e pubblicato lo scorso 22 agosto, che formalizza l’adeguamento retributivo annuale per il personale non contrattualizzato della Pubblica Amministrazione, categoria che comprende i docenti e i ricercatori universitari.

L’adeguamento non arriverà immediatamente nella prima busta paga utile: prima dell'effettiva erogazione, il provvedimento dovrà essere recepito dai Consigli di Amministrazione dei singoli atenei per poi passare alla gestione operativa degli uffici amministrativi. I tempi stimati per il completamento delle procedure variano tra 2 e 4 mesi, con la liquidazione degli aumenti e dei relativi arretrati prevista entro la fine del 2026.

A chi spetta l’aumento e quali voci riguarda

L'incremento del 2,48% viene calcolato sull'intero stipendio tabellare e si riflette automaticamente su tutte le voci retributive derivate, tra cui la tredicesima mensilità, i contributi previdenziali e il Trattamento di Fine Servizio (TFS). Poiché la retribuzione tabellare della docenza universitaria si compone di tre distinte componenti, la rivalutazione si applicherà a ciascuna di esse.

La misura interessa una platea ampia di figure accademiche e di ricerca:

  • Professori ordinari e associati;
  • Ricercatori universitari a tempo indeterminato e Ricercatori a tempo determinato (RTD ai sensi dell’articolo 24 della Legge 240/2010 in tutte le sue articolazioni);
  • Titolari di Contratti di ricerca e Contratti post-doc.

Restano invece escluse dall'adeguamento automatico altre posizioni. In particolare, la misura minima degli Assegni di ricerca fa riferimento al Decreto Ministeriale 9 marzo 2011, che non prevede meccanismi di aggiornamento automatico ISTAT. Diversamente, per i nuovi Incarichi di ricerca regolati dal Decreto Ministeriale 6 agosto 2025, l'adeguamento avviene con cadenza annuale tramite una procedura separata basata sull'indice inflattivo dei prezzi al consumo FOI.

Come viene calcolato l’adeguamento ISTAT

Il meccanismo di aggiornamento stipendiale del personale universitario non contrattualizzato è disciplinato dall'articolo 24, comma 1, della Legge 23 dicembre 1998, n. 448. Questo sistema trasferisce agli stipendi dei professori e ricercatori la media ponderata degli aumenti contrattuali ottenuti l'anno precedente dai dipendenti pubblici contrattualizzati.

Nel calcolo curato dall'ISTAT vengono considerate esclusivamente le variazioni sulle componenti stipendiali fisse e stabili, come le retribuzioni tabellari e le indennità accessorie invariabili (ad esempio l'Assegno Aggiuntivo per i docenti). Sono invece esclusi dal computo gli straordinari, i passaggi di qualifica, le indennità variabili e i premi di risultato.

Nello specifico, la percentuale del 2,48% definita per il 2026 risente degli effetti dei principali rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) sottoscritti a partire dal 2025 nel pubblico impiego, tra cui quelli relativi al comparto Funzioni Centrali, Sanità e al CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024 firmato nel dicembre 2025. Poiché questi contratti sono entrati in vigore in momenti diversi dell'anno e l'ISTAT calcola solo gli importi effettivamente erogati senza conteggiare gli arretrati, parte dei benefici retributivi complessivi viene differita ai calcoli degli anni successivi.

Cosa succederà dal 2027

Come sottolineato anche dalla nota esplicativa della FLC CGIL, l'adeguamento ISTAT atteso per il 2027 si preannuncia di entità più consistente rispetto a quello di quest'anno. Tale incremento integrerà sia la piena annualità degli aumenti derivanti dai contratti del triennio 2022-2024 firmati nel 2025, sia gli effetti delle sottoscrizioni avvenute nel corso del 2026 per i rinnovi del triennio 2025-2027.

Le stime preliminari indicano che l'adeguamento del 2027 potrebbe superare la soglia del 5-6%, ponendo le basi per un ulteriore scaglione di rivalutazione programmato per il 2028.

Cosa devono fare i docenti e i ricercatori

Per ricevere il conguaglio non è richiesta alcuna domanda da parte degli interessati. Gli adeguamenti e il pagamento degli arretrati maturati da gennaio 2026 saranno attribuiti d'ufficio e visibili direttamente all'interno dei cedolini stipendiali emessi dai rispettivi atenei, a seguito dell'approvazione delle relative delibere di recepimento da parte degli organi accademici.