Il Liceo Italiano di Istanbul rischia la paralisi amministrativa e didattica a pochissimi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico. Le organizzazioni sindacali FLC CGIL e ANIEF hanno inviato una nota congiunta urgente al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per denunciare una situazione definita ormai "al collasso" e sollecitare un intervento diplomatico e istituzionale immediato.
La storica istituzione scolastica italiana in Turchia, punto di riferimento culturale fondamentale nell'area del Bosforo, si trova ad affrontare una crisi senza precedenti che mette a repentaglio il regolare avvio delle lezioni previsto per il mese di settembre. Al centro della protesta dei sindacati c'è il prolungato silenzio del Ministero italiano di fronte a una serie di eventi gravissimi che hanno compromesso la stabilità della scuola.
Le cause della crisi: scioperi e revoca del dirigente scolastico
La situazione di emergenza in cui versa il Liceo Italiano di Istanbul ha radici profonde e nasce da tensioni sindacali e amministrative che si trascinano da mesi. La crisi è culminata in una serie di eventi che hanno di fatto azzerato la normale operatività dell'istituto:
- Lo sciopero dei docenti turchi: il personale con contratto locale ha portato avanti ben 123 giorni di sciopero per rivendicare adeguamenti salariali e migliori condizioni lavorative.
- Il mancato rinnovo contrattuale: a seguito delle proteste, non si è giunti a un accordo per il rinnovo del contratto collettivo del personale locale coinvolto nelle agitazioni, esasperando ulteriormente il clima interno.
- L'ispezione ministeriale turca: un'ispezione condotta dal Ministero dell'Istruzione turco ha riscontrato pesanti criticità nella gestione dell'istituto. Questo accertamento ha portato al provvedimento più grave: la revoca del permesso di lavoro per il dirigente scolastico italiano.
La mancanza di un dirigente scolastico pienamente operativo sul territorio turco rappresenta un ostacolo insormontabile per la gestione quotidiana della scuola, dalla firma dei documenti ufficiali alla predisposizione dell'orario delle lezioni, fino alla gestione del personale docente e ATA.
La denuncia dei sindacati: "Silenzio inaccettabile dal MAECI"
Di fronte a questo scenario di estrema gravità, FLC CGIL e ANIEF denunciano l'assenza di risposte da parte delle autorità italiane. Le due sigle sindacali avevano formalmente richiesto un incontro urgente con la Dirigente dell'Ufficio V della DGIT (Direzione Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie) del MAECI per trovare soluzioni condivise e sbloccare la situazione di stallo. Tuttavia, stando a quanto riferito dai sindacati, la richiesta è stata finora ignorata.
"Un silenzio inaccettabile di fronte alla gravità dei fatti", si legge nella nota diffusa dalle organizzazioni dei lavoratori. "Il Liceo Italiano di Istanbul non può essere lasciato solo a ridosso della ripresa delle attività didattiche."
I sindacati chiedono al MAECI di assumersi pienamente le proprie responsabilità istituzionali e di attivare immediatamente tutti i canali diplomatici necessari con le autorità turche per ripristinare la regolarità amministrativa all'interno della scuola e garantire la tutela dei diritti di tutto il personale, sia italiano sia locale.
Cosa rischiano docenti, studenti e famiglie
L'impatto pratico di questa crisi ricade direttamente sulla comunità scolastica. Senza una risoluzione immediata del contenzioso e senza la presenza di una figura di coordinamento istituzionale, le conseguenze per l'anno scolastico ormai alle porte rischiano di essere pesanti:
- Ritardi nell'avvio delle lezioni: l'assenza di direttive chiare e la mancata risoluzione dei contratti del personale locale potrebbero far slittare l'inizio effettivo delle lezioni a settembre.
- Disagi per le famiglie: l'incertezza organizzativa mette in seria difficoltà le famiglie degli studenti turchi e italiani iscritti all'istituto, che non hanno ancora certezze sul calendario scolastico e sui servizi di supporto.
- Precarizzazione del personale: i docenti di ruolo inviati dall'Italia e i supplenti si trovano a operare in un contesto di forte stress lavorativo e incertezza normativa, aggravato dalle tensioni con le autorità locali.
Per approfondire le richieste dettagliate inviate al Ministero e seguire gli aggiornamenti della vertenza, è possibile consultare la nota congiunta ufficiale della FLC CGIL.
Le richieste urgenti al Ministero degli Affari Esteri
Nel documento inviato al MAECI, ANIEF e FLC CGIL hanno sintetizzato le misure necessarie per evitare il definitivo blocco delle attività del Liceo:
- L'immediata convocazione del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per analizzare lo stato delle scuole italiane all'estero, con focus specifico sulla situazione turca.
- L'attivazione di un canale di dialogo bilaterale con il Ministero dell'Istruzione turco per revocare i provvedimenti restrittivi contro la dirigenza scolastica italiana.
- Garanzie contrattuali e di stabilità per tutto il personale scolastico locale che ha partecipato alle mobilitazioni dei mesi scorsi, evitando ritorsioni o mancati rinnovi discriminatori.
La palla passa ora al Ministero degli Affari Esteri, chiamato a dare risposte concrete per salvaguardare il prestigio e la funzionalità di una delle istituzioni scolastiche italiane all'estero più rilevanti.




