Garantire la sopravvivenza dei servizi educativi per la prima infanzia attraverso una revisione profonda delle norme regionali su titoli di studio e organici. È questo l'obiettivo delle proposte presentate oggi, martedì 11 agosto 2026, da Assonidi Confcommercio Genova alla Regione Liguria, nell'ambito del confronto per l'aggiornamento del Manuale autorizzativo dei servizi 0-3.
La richiesta nasce da un'emergenza che sta colpendo duramente il settore: la grave carenza di personale qualificato, che mette a rischio la continuità di molti asili nido e centri infanzia sul territorio ligure. Le proposte puntano a rendere le regole di gestione più flessibili e sostenibili, senza però rinunciare alla qualità dell'offerta educativa per i bambini e le loro famiglie.
Riconoscimento dei titoli di studio e nuove assunzioni
Il punto più critico sollevato da Assonidi riguarda l'estensione del riconoscimento dei titoli di studio necessari per ricoprire il ruolo di educatore. Attualmente, la normativa nazionale e regionale è molto stringente, richiedendo specifici percorsi accademici coerenti con quanto stabilito dal Decreto Legislativo 65/2017 per il sistema integrato 0-6 anni.
Tuttavia, la scarsità di laureati in Scienze dell'Educazione (indirizzo L-19) sta rendendo quasi impossibile per i gestori privati e convenzionati coprire i posti vacanti. Assonidi propone dunque di:
- Ampliare la platea dei titoli di studio validi per l'accesso alla professione, includendo percorsi affini che garantiscano comunque una solida base pedagogica.
- Introdurre misure transitorie che permettano di inserire in organico figure in fase di specializzazione o con titoli precedentemente validi, per evitare la chiusura delle sezioni.
- Prevedere percorsi di riqualificazione rapida per chi è già inserito nel mondo del lavoro ma non possiede i nuovi requisiti formali richiesti dalla normativa vigente.
Rapporti numerici e sostenibilità dei servizi
Un altro tema centrale della piattaforma presentata in Regione riguarda la revisione dei rapporti numerici tra educatore e bambini. Le attuali restrizioni, pur nate con l'intento di garantire la massima assistenza, rischiano di rendere economicamente insostenibile la gestione dei nidi, portando a un inevitabile aumento delle rette a carico delle famiglie.
Assonidi chiede di riconsiderare questi parametri, adattandoli alle reali necessità organizzative e alle diverse fasce d'età dei piccoli ospiti. L'idea è quella di un modello più dinamico che permetta una gestione ottimale del personale durante l'intero arco della giornata educativa, mantenendo standard di sicurezza elevati ma riducendo i vincoli burocratici che oggi appesantiscono i gestori.
Superare il modello "sanitario" per una visione pedagogica
Una delle richieste più significative dal punto di vista culturale è il superamento di un'impostazione normativa definita ancora troppo "sanitaria". Secondo Assonidi, il Manuale autorizzativo della Regione Liguria dovrebbe evolvere verso una disciplina autonoma, costruita interamente sulle caratteristiche pedagogiche ed educative proprie dei servizi 0-3.
"Il confronto avviato con Regione Liguria rappresenta un passaggio importante", ha spiegato Davide Bettoni, presidente di Assonidi Confcommercio Genova. "Oggi è necessario che le esigenze emerse dal territorio trovino risposte concrete nel nuovo Manuale autorizzativo. I gestori stanno affrontando difficoltà reali e chiedono regole che garantiscano certamente qualità e sicurezza, ma che siano anche applicabili e sostenibili nella gestione quotidiana dei servizi".
Secondo Bettoni, l'obiettivo finale è quello di tutelare il diritto dei bambini all'educazione e quello delle famiglie a poter contare su servizi efficienti, assicurando al contempo la stabilità delle imprese educative che operano sul territorio.
Cosa cambia per le strutture e i requisiti strutturali
Oltre al personale, le proposte toccano anche i requisiti strutturali degli edifici che ospitano i nidi. Assonidi suggerisce una revisione di alcuni vincoli legati agli spazi fisici, che spesso impediscono l'apertura di nuovi centri in contesti urbani densamente popolati o in edifici storici che non possono essere modificati strutturalmente in modo radicale.
La richiesta è quella di una maggiore flessibilità che tenga conto delle innovazioni architettoniche e delle nuove soluzioni per l'arredo didattico, che permettono di creare ambienti sicuri e stimolanti anche in contesti precedentemente considerati non idonei.
"Le nostre proposte hanno un obiettivo preciso: tutelare i bambini e le famiglie, assicurando al tempo stesso la continuità e la sostenibilità dei servizi educativi 0-3." — Davide Bettoni, Assonidi Confcommercio Genova
I prossimi passi
Il tavolo di confronto con la Regione Liguria proseguirà nelle prossime settimane per valutare l'integrazione di queste istanze nella bozza definitiva del nuovo Manuale autorizzativo. Per i gestori e gli educatori liguri, la speranza è che si arrivi a una sintesi entro l'inizio del prossimo anno scolastico, fornendo così certezze operative a un settore vitale per il welfare regionale.
- Titoli di studio: Estensione della validità a titoli affini per contrastare la carenza di educatori.
- Flessibilità organici: Revisione dei rapporti numerici educatore-bambino per garantire sostenibilità economica.
- Identità pedagogica: Distinzione netta tra requisiti sanitari e finalità educative del servizio.
- Strutture: Semplificazione dei requisiti edilizi per l'autorizzazione di nuovi spazi.




