Mattinata di paura a Livorno, in via San Gaetano, dove l'uso improprio di spray al peperoncino davanti all'ingresso di una scuola media ha causato l'intossicazione di uno studente. L'episodio si è verificato oggi, venerdì 2 ottobre 2026, pochi minuti prima del suono della campanella, gettando nel panico i ragazzi e le famiglie presenti.
Secondo quanto riportato da LivornoToday, il bilancio è di uno studente lievemente intossicato, trasportato in ospedale per le cure necessarie.
La dinamica dell'incidente in via San Gaetano
Il fatto è avvenuto nell'area esterna dell'Istituto Comprensivo De Amicis. Mentre gli studenti si apprestavano a entrare in aula per l'inizio delle lezioni, nell'aria si è diffusa una nube urticante che ha colpito un ragazzo. Quest'ultimo ha manifestato i sintomi tipici dell'esposizione alla capsaicina (il principio attivo dello spray al peperoncino): tosse e affanno.
La macchina dei soccorsi si è attivata istantaneamente. Lo studente è stato accompagnato in ospedale per le cure del caso; fortunatamente, dopo i primi trattamenti, le sue condizioni sono risultate buone ed è stato dimesso poco dopo.
Indagini interne e responsabilità disciplinari
La dirigenza scolastica si è immediatamente attivata per ricostruire l'accaduto. L'obiettivo è individuare il responsabile del gesto, al momento ignoto, che ha spruzzato la sostanza urticante in un luogo così affollato. Resta da chiarire se si sia trattato di una "bravata" finita male o di un gesto intenzionale volto a creare scompiglio.
Oltre alle possibili conseguenze penali per "getto pericoloso di cose" (art. 674 del Codice Penale), l'autore del gesto rischia sanzioni disciplinari pesantissime. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti prevede infatti che, in caso di atti che mettano a rischio l'incolumità altrui, la scuola possa procedere con sospensioni superiori ai 15 giorni o, nei casi più gravi, con l'allontanamento fino al termine dell'anno scolastico.
Spray al peperoncino: cosa dice la legge italiana
L'episodio di Livorno riaccende il dibattito sulla diffusione di questi dispositivi tra i giovanissimi. In Italia, la vendita e il porto di bombolette anti-aggressione sono regolamentati dal Decreto Ministeriale 12 maggio 2011, n. 103.
Affinché lo spray sia considerato legale e di "libera vendita" ai maggiori di 16 anni.
- Contenere una miscela non superiore a 20 ml;
- Avere una percentuale di oleoresin capsicum (OC) non superiore al 10%;
- Non contenere sostanze infiammabili, corrosive o tossiche;
- Avere una gittata utile non superiore a 3 metri.
Tuttavia, anche se il dispositivo rispetta queste norme, il suo utilizzo improprio in contesti non di difesa personale configura un reato. Nelle scuole, inoltre, molti regolamenti d'istituto vietano esplicitamente l'introduzione di tali oggetti all'interno del perimetro scolastico, considerandoli impropriamente come armi o oggetti atti a offendere.
Cosa fare in caso di esposizione
In attesa che le indagini facciano luce sul responsabile di via San Gaetano.
- Non strofinare gli occhi: lo sfregamento aumenta la penetrazione della sostanza nei tessuti.
- Sciacquare abbondantemente: utilizzare acqua fresca o soluzione fisiologica per almeno 15 minuti.
- Aria aperta: allontanarsi immediatamente dall'area contaminata per respirare aria pulita.
- Consultare un medico: se i sintomi (specialmente quelli respiratori) persistono, è necessario rivolgersi al personale sanitario, come avvenuto correttamente nel caso dello studente livornese.
La dirigenza scolastica dell'IC De Amicis ha fatto sapere che la situazione è tornata alla normalità, ma l'attenzione resta alta per evitare che simili episodi possano ripetersi, mettendo a rischio la sicurezza della comunità scolastica.




