La cultura della legalità e l'impegno civile tornano protagonisti tra i banchi di scuola. Nella serata di domenica 2 agosto 2026, la comunità scolastica di Santa Teresa di Riva si è riunita per celebrare la nuova edizione del Premio Zappalà “Incontro alla Vita”, un appuntamento che unisce il mondo dell'istruzione alla riflessione profonda sulla storia del nostro Paese e sul contrasto alla criminalità organizzata.
Protagonisti della giornata sono stati gli studenti dell'Istituto comprensivo locale, premiati con borse di studio che riconoscono il loro impegno nell'approfondimento dei temi legati alla cittadinanza attiva e alla memoria delle vittime delle mafie. Il premio, giunto a un'edizione che conferma il legame tra le nuove generazioni e i valori della Costituzione, non rappresenta soltanto un riconoscimento accademico, ma un vero e proprio "incontro alla vita", come suggerisce il titolo stesso dell'iniziativa.
Un ponte tra memoria e futuro
La manifestazione ha visto una partecipazione corale, trasformando l'evento in una lezione di educazione civica a cielo aperto. A guidare la riflessione degli studenti sono intervenuti ospiti d'eccezione, figure di primo piano nel panorama nazionale dell'antimafia: il magistrato Roberto Di Bella e Margherita Asta, testimone di un impegno civile che nasce dal dolore e si trasforma in speranza per il futuro.
Il dialogo tra il magistrato, noto per il suo impegno nel percorso di rieducazione dei minori provenienti da contesti di criminalità, e gli studenti ha permesso di toccare temi complessi come la responsabilità individuale e il ruolo della scuola nel prevenire il radicamento di culture mafiose. La presenza di Margherita Asta ha riportato l'attenzione sulla necessità di mantenere viva la memoria, non come esercizio retorico, ma come strumento quotidiano di consapevolezza.
Il ruolo della scuola come presidio
L'assegnazione delle borse di studio agli alunni dell'Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva testimonia la volontà dell'istituzione scolastica di non limitarsi alla sola didattica disciplinare. Iniziative di questo tipo dimostrano come il progetto educativo debba necessariamente intrecciarsi con il territorio e con la società civile.
La giornata ha offerto ai ragazzi l'opportunità di confrontarsi direttamente con chi, per professione o per scelta di vita, dedica ogni giorno il proprio impegno alla tutela della legalità. In un momento storico in cui la scuola è chiamata a essere sempre più un presidio di democrazia, vedere giovani studenti confrontarsi con figure di tale spessore umano e professionale segna un passo importante nel percorso di formazione di cittadini consapevoli e pronti a costruire un futuro basato sul rispetto delle regole e della dignità umana.
Il Premio Zappalà si conferma così un punto di riferimento per il territorio, capace di trasformare il ricordo in un impegno concreto per le nuove generazioni, dimostrando che, anche attraverso piccoli gesti e riconoscimenti, è possibile seminare i valori della convivenza civile.




