Si conclude oggi, venerdì 31 luglio 2026, la decima edizione della Summer School della Società Italiana per lo Studio della Fotografia (SISF), ospitata nella cornice di Pieve Tesino. Un appuntamento che, giunto al suo decimo anno, si è confermato un punto di riferimento essenziale per docenti, ricercatori e studiosi impegnati nell'analisi della cultura visuale.

L'edizione di quest'anno, intitolata Ritorno all'Ottocento, ha offerto ai partecipanti un percorso di approfondimento unico sulle radici e sulle sopravvivenze mediali che ancora oggi informano la nostra percezione del mondo. Attraverso laboratori intensivi e seminari, l'evento ha messo a confronto prospettive accademiche e necessità didattiche, con l'obiettivo comune di ripensare il modo in cui l'immagine e il documento storico vengono proposti nelle aule scolastiche.

Ripensare la didattica attraverso l'immagine

In un contesto educativo sempre più orientato verso l'alfabetizzazione mediale, il lavoro svolto in questi giorni a Pieve Tesino assume un valore particolare per chi opera nel mondo della scuola. Riflettere sul passato — in questo caso specifico, sul secolo che ha dato i natali alla fotografia e alla riproducibilità tecnica — non è un esercizio di erudizione, ma una chiave di lettura per decodificare il presente digitale.

I partecipanti hanno avuto modo di analizzare come il documento fotografico possa trasformarsi da semplice illustrazione di un manuale a vero e proprio oggetto di indagine critica. Questo approccio permette agli studenti di sviluppare competenze trasversali, imparando a interrogare le fonti visive con lo stesso rigore riservato ai testi scritti.

La Summer School, nata con l'intento di promuovere la ricerca scientifica, è diventata negli anni un laboratorio di sperimentazione didattica, dove il confronto tra diverse generazioni di studiosi favorisce lo scambio di buone pratiche. L'edizione 2026 si chiude lasciando in eredità ai docenti presenti nuove metodologie da declinare nel prossimo anno scolastico, dimostrando quanto il dialogo tra università e istituzioni scolastiche sia fondamentale per una didattica consapevole e costantemente aggiornata.

Mentre si spengono i riflettori su questa edizione, resta il bagaglio di stimoli raccolti dai partecipanti, pronti a tornare nelle proprie classi con una nuova consapevolezza: quella che, per comprendere il futuro della comunicazione e della storia, è necessario continuare a guardare, con occhio critico, alle radici profonde che si celano dietro ogni immagine.