A Santena, in provincia di Torino, quel "Distinto" scritto sul documento di valutazione di fine giugno vale adesso anche duecento euro. Il Comune ha aperto un bando per assegnare venti borse di studio ai ragazzini che hanno chiuso la quinta elementare e la terza media negli istituti pubblici della città: le famiglie interessate hanno tempo fino a lunedì 17 agosto per presentare la domanda.

È una cifra piccola, e nessuno finge il contrario: cinquemila euro in tutto, messi a bilancio dall'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Ghio. Ma è la prima volta che Santena lo fa in modo strutturato, con un regolamento scritto e criteri uguali per tutti, invece che con il premio estemporaneo di fine anno. E per un undicenne che a giugno ha portato a casa una pagella piena, ricevere una lettera dal Comune con il proprio nome sopra non è esattamente la stessa cosa che ricevere una pacca sulle spalle.

Come è nata l'idea

Il percorso è cominciato in inverno. Il consiglio comunale ha approvato in primavera il Regolamento comunale delle borse di studio, il testo che stabilisce chi può concorrere e con quali punteggi; poi, tra fine giugno e i primi di luglio, la giunta ha deciso quante borse attivare e con quale valore. A metà luglio il bando vero e proprio è finito sul sito del Comune, con i moduli allegati.

Non è stata una decisione presa in solitaria dal municipio: l'iniziativa, spiega l'amministrazione, è stata costruita insieme alla scuola e al Consiglio di Istituto, con l'obiettivo di guardare non solo ai voti ma anche al comportamento e al percorso di crescita dei ragazzi, dentro e fuori dall'aula. «Il proprio impegno viene visto, apprezzato e sostenuto», ha detto il vicesindaco Paolo Romano presentando il regolamento.

Chi può partecipare

Il bando si rivolge a due gruppi di studenti, e i requisiti sono pochi e chiari.

  • Dieci borse da 200 euro per chi ha concluso la classe quinta della scuola primaria ed è stato ammesso alla secondaria di primo grado, con una valutazione finale non inferiore a "Distinto".
  • Dieci borse da 300 euro per chi ha ottenuto il diploma conclusivo del primo ciclo, cioè l'esame di terza media, con una valutazione finale non inferiore a 9.

In entrambi i casi servono due condizioni ulteriori: la residenza a Santena e l'aver completato il ciclo di studi in una scuola pubblica della città. Le domande verranno esaminate da una commissione composta da insegnanti, e questo è forse il dettaglio più interessante dell'impianto: a leggere le carte non sono i politici, ma chi quei ragazzi li ha avuti in classe.

È previsto anche cosa succede se le richieste valide superano le venti disponibili: in quel caso la somma complessiva viene ripartita in modo proporzionale tra tutti gli aventi diritto, così nessuno resta fuori solo perché è arrivato ventunesimo.

Cosa fare, e in che ordine

Il modulo di domanda si scarica dal sito del Comune di Santena oppure si ritira di persona all'Ufficio Sociale. Va compilato in carta libera e fatto arrivare all'Ufficio Protocollo entro il 17 agosto, in formato cartaceo o via posta elettronica all'indirizzo indicato nel bando.

Il consiglio pratico è banale ma serve: non ridursi alla settimana di Ferragosto. Gli uffici comunali in quei giorni lavorano a ranghi ridotti, e il termine è di quelli in cui la domanda deve pervenire, non semplicemente essere spedita. Chi ha già in mano il documento di valutazione o il diploma può chiudere la pratica in una mattinata, adesso, e togliersi il pensiero.

Resta il punto di fondo. Duecento o trecento euro non cambiano il bilancio di una famiglia e non risolvono il costo dei libri di prima media. Ma un comune di poco più di diecimila abitanti che decide di scrivere nero su bianco che l'impegno di un ragazzino di dieci anni merita un riconoscimento pubblico — e di metterci sopra una firma, una delibera e una piccola somma di denaro — sta dicendo qualcosa a tutta la comunità scolastica, non solo ai venti che riceveranno l'assegno. A settembre quei ragazzi entreranno in una classe nuova. Qualcuno ci arriverà sapendo che la città si è accorta di lui.