Dopo mesi di attesa, il Consiglio dei Ministri ha dato il suo assenso definitivo all'ipotesi del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i dirigenti dell'Area Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024. Il via libera, arrivato nella giornata di ieri, giovedì 23 luglio 2026, apre la strada alla firma definitiva dell'accordo, che porterà gli incrementi economici attesi per circa 8.000 dirigenti scolastici in Italia.

L'approvazione del CdM rappresenta l'ultimo passaggio politico per un testo la cui ipotesi era stata sottoscritta l'11 maggio 2026 tra l'ARAN e le organizzazioni sindacali di categoria. Se da un lato la notizia è accolta con favore per le certezze economiche e normative che introduce, dall'altro non mancano le voci critiche, come quella di Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato UDIR, che sottolinea le "sperequazioni interne ed esterne" che ancora affliggono la categoria.

Aumenti in busta paga: le cifre del nuovo CCNL

Il rinnovo contrattuale prevede significativi miglioramenti economici per i dirigenti scolastici. L'incremento medio complessivo si attesta intorno ai 500 euro lordi mensili, distribuiti su tredici mensilità, corrispondente a un aumento percentuale che diverse fonti collocano attorno al 6% o all'8,48%. Nello specifico, circa 230 euro sono destinati all'incremento della retribuzione tabellare, portando lo stipendio annuo lordo da 47.015,73 euro a 50.005,73 euro con decorrenza dal 1° gennaio 2024, mentre circa 90 euro vanno all'indennità di parte fissa.

Oltre agli aumenti mensili, il contratto prevede anche il riconoscimento degli arretrati. La stima media è di circa 5.800 euro per ciascun dirigente scolastico, calcolati con decorrenza dal 1° gennaio 2024. L'erogazione di questi importi è attesa una volta completata la firma definitiva del CCNL e gli adempimenti amministrativi conseguenti, con l'iter che si prospetta rapido.

Le dichiarazioni del Ministro Valditara

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso soddisfazione per il via libera del Consiglio dei Ministri, sottolineando l'importanza di questo traguardo. "Proseguiamo il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole", ha dichiarato il Ministro. Valditara ha evidenziato come l'accelerazione dei tempi sia stata finalizzata a rendere "immediatamente operativi i miglioramenti ottenuti e a garantire il recupero del potere d'acquisto eroso dall'inflazione". Il Ministro ha inoltre annunciato che è già stato avviato l'iter per il prossimo triennio, assicurando "piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale".

L'allarme di UDIR: "Serve pari dignità retributiva"

Nonostante gli aumenti, Marcello Pacifico, presidente nazionale UDIR, lancia un monito sulle criticità ancora irrisolte. Pacifico denuncia un "ritardo di sei mesi" rispetto alla sottoscrizione del contratto del personale del comparto istruzione e ricerca (firmato a dicembre 2025) e, soprattutto, punta il dito contro le "sperequazioni interne ed esterne" che continuano a penalizzare i dirigenti scolastici.

Le principali richieste di UDIR riguardano:

  • Perequazione interna (RIA): Il sindacato chiede che venga risolta la disparità relativa alla Retribuzione Individuale di Anzianità, che ad oggi viene riconosciuta ai dirigenti assunti prima del 2001, ma non a quelli assunti successivamente.
  • Perequazione esterna: UDIR denuncia una perdurante e ingiustificata disparità di trattamento economico tra i dirigenti scolastici e gli altri dirigenti pubblici contrattualizzati, con retribuzioni che possono essere significativamente inferiori.
  • Mobilità interregionale: Viene sollecitata la piena tutela della mobilità, con l'obiettivo di raggiungere il 100% dei posti vacanti e disponibili per i trasferimenti tra regioni.
  • Compensi PNRR: Pacifico evidenzia la necessità di una specifica disposizione che consenta ai dirigenti scolastici di percepire integralmente i compensi per gli incarichi aggiuntivi legati al PNRR, attualmente limitati all'80%.

Per UDIR, la valorizzazione della dirigenza scolastica non potrà dirsi compiuta finché non sarà riconosciuta la pari dignità del ruolo, anche sul piano economico, rispetto all'intera dirigenza pubblica.

Prossime tappe e contesto sindacale

L'approvazione del CCNL 2022-2024 è un passo importante per la categoria, ma come evidenziato anche da altre sigle sindacali come ANP, UIL Scuola RUA e FLC CGIL, restano diversi nodi da sciogliere e questioni da affrontare nel prossimo rinnovo contrattuale. La FLC CGIL, ad esempio, ha definito il ritardo nella conclusione dell'iter "inaccettabile" rispetto al triennio di riferimento e chiede l'immediata riapertura delle trattative per il CCNL 2025-2027 per affrontare l'equiparazione con la dirigenza pubblica, la tutela della mobilità e la trasparenza sul lavoro agile.

L'attenzione si sposta ora sulla firma definitiva del contratto e sull'effettiva erogazione degli aumenti e degli arretrati, mentre il dibattito sulle condizioni di lavoro e retributive della dirigenza scolastica rimane aperto e al centro delle rivendicazioni sindacali.

Foto di copertina: European Union — Attribution, via Wikimedia Commons