Siamo al secondo anno di applicazione delle Linee guida per l'insegnamento dell'Educazione civica adottate con il Decreto Ministeriale n. 183 del 7 settembre 2024. Entrate in vigore con l'a.s. 2024/2025 e pienamente operative anche nell'a.s. 2025/2026 attualmente in corso, le Linee guida costituiscono ormai il riferimento nazionale stabile per la progettazione dei curricoli di istituto, dopo aver sostituito integralmente le precedenti Linee guida adottate con D.M. 22 giugno 2020, n. 35.
Il provvedimento, firmato dal Ministro Giuseppe Valditara, dà piena attuazione alla Legge 20 agosto 2019, n. 92, che ha istituito l'insegnamento trasversale dell'Educazione civica nelle scuole italiane. A distanza di oltre un anno e mezzo dalla loro adozione, le Linee guida sono state recentemente richiamate anche dalle nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo approvate nel luglio 2025, consolidando il loro ruolo all'interno del quadro curricolare.
I tre nuclei concettuali: Costituzione, Sviluppo economico, Cittadinanza digitale
Il cuore delle Linee guida è costituito dai tre nuclei concettuali richiamati dall'articolo 3 della Legge 92/2019, attorno ai quali ruotano tutte le tematiche dell'Educazione civica:
1. Costituzione, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà. La Costituzione italiana è riconosciuta come norma cardine dell'ordinamento e come criterio per identificare diritti, doveri e comportamenti personali e istituzionali. Rientrano in questo nucleo l'educazione alla legalità, il contrasto alle mafie, la conoscenza delle istituzioni dello Stato italiano, dell'Unione europea e degli organismi internazionali, la prevenzione di bullismo e cyberbullismo.
2. Sviluppo economico e sostenibilità. Questo nucleo integra educazione economica e finanziaria, sviluppo sostenibile, tutela ambientale, Agenda 2030 dell'ONU, cultura del lavoro, educazione alla salute, allo sport, alla protezione civile, alla sicurezza stradale e al contrasto delle dipendenze.
3. Cittadinanza digitale. Nucleo particolarmente attuale, punta a formare studenti capaci di interagire consapevolmente con le tecnologie digitali: pensiero critico sulla condivisione di dati e notizie, tutela della privacy e dell'identità personale, contrasto alla disinformazione e alle fake news. Un tema rafforzato dai recenti interventi ministeriali sul divieto di utilizzo dello smartphone in classe e dall'esigenza di una formazione all'uso critico dell'intelligenza artificiale.
Monte ore, docenti e contitolarità
Resta confermato il monte ore previsto dalla Legge 92/2019: non meno di 33 ore per ciascun anno scolastico, da svolgersi nell'ambito del monte ore complessivo annuale previsto dagli ordinamenti, senza incremento di orario.
Nelle scuole del primo ciclo, l'insegnamento è affidato in contitolarità ai docenti di classe o del consiglio di classe, tra i quali viene individuato un coordinatore. Nelle scuole del secondo ciclo, l'insegnamento è attribuito prioritariamente ai docenti delle discipline giuridiche ed economiche, se disponibili nell'organico dell'autonomia; in assenza di tali docenti, l'insegnamento è affidato in contitolarità ai docenti del consiglio di classe. Anche quando la titolarità è attribuita al docente di materie giuridico-economiche, la trasversalità del curricolo richiede la collaborazione di tutti i docenti del consiglio.
Traguardi di competenza per ogni grado scolastico
Le Linee guida strutturano in modo puntuale gli obiettivi per ciascun grado scolastico. Per il primo ciclo di istruzione sono descritti, per ogni nucleo concettuale, i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento distinti tra scuola primaria e secondaria di primo grado. Per il secondo ciclo, per ogni nucleo concettuale sono definite le competenze attese e i relativi obiettivi di apprendimento. Per la scuola dell'infanzia sono previste azioni di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile.
Le istituzioni scolastiche sono chiamate ad aggiornare il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e il curricolo di Educazione civica, lavoro ormai consolidato nella quasi totalità degli istituti.
La valutazione dell'Educazione civica
La valutazione è collegiale: il docente coordinatore, in sede di scrutinio, formula la proposta di voto acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti del team o del consiglio di classe. I criteri di valutazione sono deliberati dal Collegio dei docenti e inseriti nel PTOF, in coerenza con le competenze, le abilità e le conoscenze indicate nel curricolo.
Possono essere utilizzati strumenti condivisi come rubriche e griglie di osservazione, finalizzati ad accertare il progressivo sviluppo delle competenze. Nella scuola secondaria di primo grado il Collegio dei docenti esplicita la corrispondenza tra voto in decimi e livello di apprendimento; per la scuola primaria la valutazione avviene con giudizio descrittivo secondo la normativa vigente.
L'offerta formativa 2025/2026: la Nota MIM n. 3253
Con la Nota MIM prot. n. 3253 del 16 ottobre 2025, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha presentato l'offerta formativa in materia di Educazione civica per l'anno scolastico in corso, in collaborazione con Senato della Repubblica e Camera dei Deputati. L'iniziativa valorizza il nucleo concettuale "Costituzione" ed è pienamente coerente con il D.M. 183/2024.
Sono stati proposti sei progetti e bandi di concorso nazionali per studenti di ogni ordine e grado, consultabili sulla piattaforma ministeriale "Cittadinanza e Costituzione" (www.cittadinanza-costituzione.it): "Lezioni di Costituzione", "Vorrei una legge che…", "Testimoni dei Diritti", "Dentro il Senato. Conoscere, discutere, deliberare", "Parlawiki – Costruisci il vocabolario della democrazia" e "Giornata di formazione a Montecitorio", con scadenze distribuite tra novembre 2025 e gennaio 2026.
Educazione civica come risposta alle emergenze educative
Il tratto distintivo delle Linee guida è la trasversalità: l'Educazione civica non è una disciplina autonoma, ma una matrice valoriale che attraversa tutte le materie. I nuclei concettuali sono impliciti nei curricoli disciplinari e vanno fatti emergere attraverso percorsi multidisciplinari coerenti.
Nel secondo anno di applicazione, emergono con forza le tematiche legate alle emergenze educative contemporanee: bullismo e cyberbullismo, violenza di genere, dipendenza dal digitale e dai videogiochi, incidentalità stradale, uso di sostanze stupefacenti, disinformazione e fake news, impatto dell'intelligenza artificiale sulla didattica. Le Linee guida si configurano come strumento di supporto ai docenti per affrontare in modo sistematico e preventivo queste sfide.
Cosa cambia per docenti e istituzioni scolastiche
A regime ormai da due anni scolastici, le Linee guida hanno richiesto alle scuole un lavoro strutturato di revisione dei curricoli di istituto: aggiornamento dei PTOF, costruzione di progettazioni multidisciplinari coerenti con i tre nuclei, ridefinizione di rubriche e strumenti di valutazione, formazione dei docenti. Il tema resta centrale anche nella programmazione 2025/2026, con un'attenzione crescente ai percorsi laboratoriali e agli incontri con esperti e istituzioni, che le stesse Linee guida indicano come modalità privilegiate per un apprendimento esperienziale della cittadinanza.
L'obiettivo ultimo resta quello indicato dalla Legge 92/2019: formare studenti capaci di esercitare consapevolmente diritti e doveri di cittadinanza, nel rispetto delle regole e nella partecipazione attiva alla vita civile, sociale, politica ed economica del Paese.
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