Introdurre la Lingua dei Segni Italiana (LIS) nelle scuole di ogni ordine e grado, rendendola accessibile a tutti gli studenti e valutandone l'inserimento tra le attività alternative all'ora di religione. È la proposta lanciata da Jenni Serpi, ventenne influencer non udente dalla nascita, intervenuta nei giorni scorsi al Giffoni Film Festival, come riportato dall'agenzia di stampa ANSA.
Un intervento che riaccende il dibattito sull'accessibilità e sull'effettiva inclusione all'interno degli istituti scolastici italiani, puntando l'attenzione su uno strumento di comunicazione troppo spesso confinato a contesti specialistici o riservato esclusivamente agli studenti con disabilità uditiva.
L'idea: la LIS come patrimonio comune
Nel corso del suo intervento al festival cinematografico dedicato ai giovani, la content creator ha sottolineato come la conoscenza della LIS non debba rappresentare una barriera o una competenza esclusiva degli interpreti o dei familiari di persone sorde, ma un bagaglio culturale aperto a chiunque desideri comunicare senza confini.
“Sarebbe bellissimo fare LIS come attività alternativa all’ora di religione”, ha dichiarato la giovane attivista, evidenziando come una misura di questo tipo favorirebbe un'reale integrazione tra i banchi, abbattendo sul nascere i pregiudizi e le difficoltà relazionali legate alla sordità.
La proposta si inserisce in un panorama in cui il tema dell'inclusione scolastica resta centrale per il personale docente, per le famiglie e per le associazioni di categoria. Spesso la gestione della disabilità sensoriale all'interno delle classi si scontra con la carenza di organico di sostegno specializzato o con la difficoltà di garantire una continuità didattica efficace per tutto l'anno scolastico.
Verso una scuola più accessibile
Il dibattito sull'insegnamento della lingua dei segni e sull'ampliamento delle attività alternative alla religione cattolica interpella direttamente il Ministero dell'Istruzione e del Merito e le istituzioni scolastiche autonome, chiamate a progettare un'offerta formativa sempre più aperta alle esigenze di tutti gli alunni.
Va tuttavia inquadrato il contesto normativo attuale: la LIS è stata formalmente riconosciuta in Italia con la legge n. 55/2021, ma la sua introduzione come attività alternativa all'ora di religione richiede un complesso iter legislativo e specifici provvedimenti o decreti ministeriali per la modifica dei programmi e dei piani di studio, trattandosi di un'opzione che necessiterebbe di una riforma strutturale della normativa scolastica vigente.
Se da un lato le scuole garantiscono percorsi specifici e l'affiancamento di figure dedicate agli studenti sordi, dall'altro l'idea di trasformare la LIS in una materia o in un'attività laboratoriale aperta all'intera classe rappresenta una prospettiva culturale ambiziosa, capace di stimolare l'empatia e le competenze trasversali dei ragazzi fin dalla giovane età.
Le parole pronunciate a Giffoni offrono dunque uno spunto di riflessione importante per la comunità scolastica in vista dei prossimi anni, ponendo le basi per un confronto aperto sul futuro dei programmi didattici e sulle modalità con cui la scuola italiana intende interpretare il concetto di inclusione universale.




