Sta per aprirsi la stagione delle assunzioni a tempo indeterminato nella scuola. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha chiesto di poter assumere su tutti i posti rimasti liberi dopo la mobilità — circa 44.642 cattedre — ma prima di far partire le nomine serve ancora il via libera del Governo e il decreto che fissa il contingente effettivamente autorizzato.
In pratica: la macchina è avviata, i numeri definitivi no. La richiesta riguarda docenti nelle Graduatorie ad esaurimento (GAE), vincitori e idonei dei concorsi e, per il sostegno, gli aspiranti della prima fascia delle GPS. Ma il tetto delle assunzioni lo decide il Ministero dell'Economia: finché non arriva quell'autorizzazione, il numero delle immissioni resta un'ipotesi. La stessa FLC CGIL, che stima i posti vacanti dopo la mobilità intorno alle 46.826 unità, ricorda che il decreto con il contingente non è ancora stato pubblicato.
Come funzionano le assunzioni: metà graduatorie, metà concorsi
Il meccanismo di base resta quello degli ultimi anni. Il contingente autorizzato viene diviso in due metà uguali: il 50% alle GAE e il 50% alle graduatorie di merito dei concorsi. Dove le GAE sono ormai esaurite — situazione frequente soprattutto alla secondaria — i posti passano interamente ai concorsi.
Sul fronte concorsuale si scorre in un ordine preciso: prima le graduatorie ancora valide dei concorsi precedenti, poi i vincitori delle procedure PNRR (fino al PNRR3) e, solo dopo aver esaurito i vincitori, gli idonei. La novità di quest'anno sono gli elenchi regionali, uno strumento straordinario che entra in gioco soltanto se, terminate tutte le procedure ordinarie, restano ancora posti autorizzati e liberi. Non è quindi un canale alternativo, ma l'ultima risorsa prima delle procedure sul sostegno.
Per il sostegno il percorso è ancora più lungo: dopo GAE, concorsi ed elenchi regionali, si potrà attingere alla prima fascia delle GPS sostegno e, solo in caso di posti ancora scoperti, alla cosiddetta mini call veloce, la procedura interprovinciale che chiude tutte le operazioni.
Le tre finestre delle nomine
Pur in assenza del decreto sul contingente, il Ministero ha comunicato alle organizzazioni sindacali le scadenze previste per le operazioni. Il calendario indicato si articola in tre passaggi:
- Entro il 30 luglio — chiusura della fase ordinaria, con l'assegnazione delle sedi per le assunzioni a tempo indeterminato (compresi i contratti finalizzati al ruolo per i vincitori di concorso non ancora abilitati) e i relativi scorrimenti per coprire eventuali rinunce.
- Dal 31 luglio al 13 agosto — assegnazione delle cattedre di sostegno agli aspiranti della prima fascia GPS, nella provincia in cui sono iscritti in graduatoria.
- Entro il 21 agosto — assegnazione di provincia e sede ai docenti della prima fascia GPS sostegno che, tra il 14 e il 18 agosto, avranno presentato istanza per la fase interprovinciale (la mini call veloce).
Sono tempi molto compressi. Gli stessi sindacati hanno segnalato il rischio di sovrapposizione tra queste operazioni e le altre istanze estive di mobilità annuale (assegnazioni provvisorie e utilizzazioni).
Cosa fare adesso
Per chi aspira al ruolo o a una supplenza, il passaggio più concreto delle prossime settimane è la domanda delle 150 preferenze, in calendario dal 16 al 29 luglio. All'interno della stessa istanza gli aspiranti della prima fascia GPS sostegno troveranno due sezioni distinte: una per le supplenze annuali e una riservata alle nomine finalizzate al ruolo. Chi rientra in questa platea ha quindi ancora qualche giorno per preparare la scelta delle sedi.
Per tutti gli altri, il consiglio è tenere d'occhio due cose: il decreto sul contingente, che darà i numeri reali provincia per provincia, e le convocazioni degli Uffici scolastici regionali, che gestiranno materialmente la scelta della provincia e poi della sede. Gli aggiornamenti ufficiali sono pubblicati sul sito del Ministero (mim.gov.it).
Un'ultima avvertenza utile a non farsi false aspettative: i posti liberi dopo la mobilità e il contingente autorizzato non coincidono per forza. Il MEF fissa un tetto nazionale, che gli USR ripartiscono tra province e classi di concorso; può quindi succedere che una cattedra risulti vacante ma non rientri tra quelle finanziate. Il quadro definitivo, come detto, si avrà solo con la pubblicazione del decreto.




