La sessione straordinaria della Maturità 2026 è riservata a chi, per malattia certificata o per un grave motivo documentato, non ha potuto sostenere le prove nemmeno nella sessione suppletiva, oppure non è riuscito a completare il colloquio orale entro i tempi fissati dalla commissione. È l'ultima rete di recupero prevista dall'esame: non un'alternativa per chi non è stato ammesso allo scrutinio, ma una tutela per chi è stato fermato da un impedimento serio e comprovato.
Le prove scritte della sessione suppletiva si sono concluse in questi giorni e i colloqui sono in corso in molte scuole. Per un numero ristretto di studenti, però, anche la suppletiva può non essere sufficiente: è in questi casi che entra in gioco la straordinaria, che di norma si svolge tra la fine di agosto e il mese di settembre. Le date esatte non sono ancora fissate: saranno stabilite dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sulla base delle segnalazioni che arrivano dalle scuole tramite gli Uffici scolastici regionali.
Chi può accedere
Le regole sono contenute nell'articolo 26 dell'ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, quella che disciplina l'esame di quest'anno. La sessione straordinaria interviene, in sintesi, in due situazioni:
- quando il candidato non ha potuto sostenere le prove scritte nemmeno nella sessione suppletiva, sempre per malattia certificata o grave motivo documentato;
- quando non è stato possibile recuperare il colloquio orale entro la chiusura dei lavori della commissione.
C'è poi un terzo caso: lo studente che inizia regolarmente l'esame ma non riesce a portarlo a termine per un impedimento sopravvenuto. In questa situazione è il presidente della commissione a decidere come procedere: può stabilire le modalità per completare le prove oppure rinviare il candidato alla suppletiva o alla straordinaria.
Il punto fermo è la documentazione. Non basta l'assenza: serve una giustificazione probante — tipicamente un certificato medico o un atto che attesti una causa di forza maggiore — che la commissione valuta caso per caso. Le assenze non giustificate non danno diritto ad alcun recupero.
Come si attiva la richiesta
Anche qui i tempi sono stretti. Il candidato (o la famiglia) deve presentare istanza al presidente della commissione entro il giorno successivo all'assenza, allegando la documentazione. Da quel momento il percorso è tutto interno alla scuola e all'amministrazione: la commissione valuta la richiesta, comunica l'esito all'interessato e informa l'Ufficio scolastico regionale competente. Sarà poi il Ministero, raccolti i dati trasmessi dagli USR, a definire calendario e modalità della sessione straordinaria.
In pratica, allo studente non è richiesto di inviare domande online o di rispettare una scadenza fissa uguale per tutti: l'unico adempimento che spetta a lui è presentare per tempo l'istanza e la documentazione alla propria commissione. Il resto è gestito dalle segreterie, che segnalano le esigenze al sistema informativo del Ministero.
Cosa aspettarsi ora
Chi rientra in una di queste casistiche e ha già presentato l'istanza deve, a questo punto, attendere le indicazioni della scuola sulle date effettive delle prove. Vale la pena ribadire un aspetto che genera spesso confusione: la sessione straordinaria non serve a "rimediare" a una bocciatura. Serve unicamente a garantire l'esame a chi ne aveva diritto ma è stato bloccato da un evento imprevedibile e documentato. Chi non è stato ammesso allo scrutinio finale, invece, dovrà ripresentarsi il prossimo anno.
Per le comunicazioni ufficiali — calendario definitivo compreso — il riferimento resta il proprio istituto e i canali del Ministero dell'Istruzione e del Merito, dove vengono pubblicate note e istruzioni operative sull'esame di Stato (mim.gov.it).
In sintesi: la straordinaria esiste per non far perdere un intero anno a chi è stato fermato da cause di forza maggiore. Le condizioni sono precise, i tempi per la richiesta sono immediati e la parola decisiva, sull'ammissione come sul calendario, spetta alla commissione e al Ministero.




