Le assunzioni in ruolo dei docenti per l'anno scolastico 2026/27 non sono ancora partite: manca il decreto che stabilisce quanti posti lo Stato può davvero coprire con contratti a tempo indeterminato. Finché quel numero non arriva, non c'è nulla da presentare su alcuna piattaforma: chi aspetta il ruolo deve solo tenersi pronto e controllare i canali ufficiali.
È questo il punto della situazione a inizio luglio. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha già definito la cornice delle operazioni e illustrato un calendario di massima ai sindacati, ma il passaggio decisivo — l'autorizzazione del contingente nazionale da parte del Ministero dell'Economia — risulta ancora atteso.
A che punto siamo
Dopo la conclusione della mobilità, il Ministero ha chiesto il via libera ad assumere sui posti rimasti vacanti. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la richiesta inviata a Economia e Funzione pubblica riguarda circa 44.600 docenti, a fronte di poco meno di 47.000 cattedre disponibili stimate dalle elaborazioni sindacali sui dati degli Uffici scolastici.
Attenzione però: quei numeri sono la disponibilità teorica, non le assunzioni certe. Il contingente autorizzato può essere pari o inferiore ai posti vacanti, perché tiene conto anche della sostenibilità di bilancio. Il totale effettivo, regione per regione e classe di concorso per classe di concorso, si conoscerà solo con il decreto e con le istruzioni operative del Ministero.
Come funzioneranno le assunzioni
La ripartizione dei posti resta quella fissata dalla legge: metà alle Graduatorie ad esaurimento (GaE) e metà alle graduatorie dei concorsi. Dove le GaE sono ormai esaurite — situazione frequente soprattutto alla secondaria — la quota passa interamente al canale concorsuale, con priorità ai vincitori.
Una volta pubblicato il decreto, la macchina si muove in fretta. Il Ministero distribuisce il contingente alle Regioni; gli Uffici scolastici regionali lo ripartiscono tra province, gradi di scuola e classi di concorso, poi avviano le convocazioni. La nomina avviene di norma in due passaggi: prima l'assegnazione della provincia, poi la scelta della sede, con alcuni giorni di tempo per accettare la proposta. Chi verrà assunto prenderà comunque servizio il 1° settembre 2026.
Il calendario previsto (ancora di massima)
Nell'incontro con i sindacati del 26 giugno scorso il Ministero ha illustrato una tempistica di lavoro. Va letta con prudenza, perché resta legata all'uscita del decreto e alla versione definitiva delle istruzioni:
- Entro il 30 luglio: conclusione delle nomine ordinarie a tempo indeterminato e relativi scorrimenti sulle rinunce.
- Dal 31 luglio al 13 agosto: assegnazione delle cattedre di sostegno agli aspiranti della prima fascia GPS, nella provincia di iscrizione.
- Entro il 21 agosto: fase interprovinciale per il sostegno da prima fascia GPS, con l'assegnazione di provincia e sede a chi avrà partecipato alla cosiddetta mini call veloce.
- Entro il 31 agosto: completamento di tutte le operazioni, in tempo per la presa di servizio del 1° settembre.
Per chi punta al sostegno dalla prima fascia GPS, la finestra per presentare domanda dovrebbe aprirsi a metà luglio. Trattandosi di date non ancora formalizzate in circolare, conviene attendere la nota ufficiale del Ministero prima di considerarle definitive.
Cosa fare adesso
In questa fase, per la maggior parte degli aspiranti non è previsto alcun adempimento. Le convocazioni per il ruolo non partono da un'istanza del candidato, ma dalle chiamate degli Uffici scolastici. Il modo migliore per non farsi trovare impreparati è controllare pochi elementi concreti:
- verificare la propria posizione in GaE o nella graduatoria di merito del concorso di riferimento;
- controllare che i recapiti registrati (email, telefono) siano aggiornati, così da essere raggiungibili per la convocazione;
- per chi aspira al sostegno da prima fascia GPS, preparare per tempo credenziali SPID o CIE e i dati per l'accesso a Istanze Online, in vista dell'apertura delle domande.
Le convocazioni viaggiano su canali regionali e i tempi possono cambiare da territorio a territorio: conviene quindi seguire il sito del proprio Ufficio scolastico regionale oltre agli aggiornamenti nella sezione news del Ministero, dove compariranno il decreto e le istruzioni operative non appena disponibili. Il quadro provincia per provincia diventerà concreto solo a quel punto.
Per seguire l'iter alla fonte, il riferimento è la sezione news del Ministero dell'Istruzione e del Merito, insieme ai comunicati delle organizzazioni sindacali di categoria.




