Se ti sei iscritto all'XI ciclo del TFA sostegno, la prova preselettiva ti aspetta la prossima settimana: si tiene dal 14 al 17 luglio, una mattina per ciascun grado di scuola. È un test da 60 domande a risposta multipla in 120 minuti, e la buona notizia è che gli errori non tolgono punti. In questi giorni hai ancora margine per arrivare preparato: ecco com'è fatta la prova, chi non deve sostenerla e come si accede alla fase successiva.

Quando si svolge, grado per grado

Il calendario nazionale è stato fissato dal decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) che ha avviato il ciclo. Le prove si svolgono al mattino, in giornate distinte:

  • 14 luglio – scuola dell'infanzia
  • 15 luglio – scuola primaria
  • 16 luglio – scuola secondaria di primo grado
  • 17 luglio – scuola secondaria di secondo grado

La data è quella nazionale, ma sede, orario preciso di convocazione e aula li stabilisce il tuo ateneo. Prima del giorno d'esame rileggi con attenzione il bando dell'università in cui hai fatto domanda: è lì che trovi le indicazioni operative che contano davvero.

Com'è fatto il test

La preselettiva è uguale in tutta Italia nella struttura: 60 quesiti a risposta multipla, cinque opzioni ciascuno, da completare in due ore. Le domande spaziano su quattro ambiti: comprensione dei testi e competenze linguistiche in italiano (che è la parte più corposa), normativa scolastica e competenze socio-psico-pedagogiche e didattiche.

Sul punteggio vale una regola d'oro che conviene tenere a mente: ogni risposta esatta porta punti, mentre le risposte sbagliate o lasciate in bianco non ne tolgono nessuno. In pratica non esiste penalità per l'errore. Questo significa una cosa sola il giorno della prova: rispondi a tutte le domande, anche a quelle di cui non sei sicuro. Lasciare un quesito vuoto equivale a rinunciare a una possibilità, senza alcun vantaggio.

Non esiste una banca dati nazionale ufficiale da cui vengono estratte le domande: ogni ateneo elabora i propri quesiti all'interno di quelle macroaree. Per questo, nei giorni che restano, il modo più efficace di prepararsi è esercitarsi sulle prove dei cicli passati, per prendere confidenza con la tipologia di quesito e con i tempi (in media due minuti a domanda).

Chi non deve sostenere la preselettiva

Non tutti passano dal test. Accedono direttamente alla prova scritta, saltando la preselettiva, due categorie di candidati:

  • chi, nei dieci anni scolastici precedenti, ha svolto almeno tre annualità di servizio (anche non consecutive) sullo specifico posto di sostegno del grado per cui concorre;
  • chi ha una disabilità pari o superiore all'80%, ai sensi dell'articolo 20, comma 2-bis, della legge 104/1992.

Attenzione a un punto che genera spesso confusione: l'esonero vale grado per grado. Le tre annualità maturate sulla primaria non ti esentano dalla preselettiva della secondaria. Il servizio deve riferirsi allo stesso grado per cui ti sei candidato.

C'è poi un caso in cui la prova preliminare salta per tutti: se in una sede il numero di iscritti a un determinato grado è pari o inferiore al doppio dei posti banditi, la preselettiva non si svolge e si passa direttamente alla scritta.

Come si accede alla prova scritta

Qui sta il nodo che spesso sfugge: la preselettiva non ha una soglia minima assoluta da superare. Conta la posizione in graduatoria. Accedono alla scritta i candidati collocati fino a un numero pari al doppio dei posti banditi dall'ateneo per quel grado, in ordine di punteggio decrescente (più gli eventuali pari merito all'ultimo posto utile).

In altre parole, non basta rispondere "abbastanza" bene: bisogna piazzarsi tra i primi rispetto agli altri iscritti nella propria sede. È un accesso a numero chiuso, e questo rende ogni risposta preziosa.

Cosa fare adesso

Nei giorni che mancano, concentra il ripasso dove rende di più: comprensione del testo e competenze linguistiche, che pesano molto ed sono le più prevedibili, e i fondamentali di pedagogia speciale e normativa sull'inclusione. Il giorno della prova porta con te un documento di identità valido e ogni eventuale ricevuta o documento richiesto dal bando del tuo ateneo, arrivando con un buon anticipo rispetto all'orario di convocazione. Gestisci il tempo, non fermarti troppo a lungo su un singolo quesito e, soprattutto, ricordati la regola di base: compila tutte le risposte.