Anche per l'anno scolastico 2026/2027 ci sono fondi pubblici per aiutare le famiglie a comprare i libri di testo. La cosa più utile da sapere è che non si tratta di un "click day" nazionale gestito da Roma: gli aiuti arrivano dallo Stato ma vengono distribuiti alle Regioni, che li erogano attraverso i propri bandi in base all'ISEE. Quindi la mossa concreta da fare adesso, prima ancora di conoscere gli importi, è rinnovare l'ISEE 2026 e tenere d'occhio il bando diritto allo studio della propria Regione o Comune.

Il meccanismo è quello consolidato da anni: lo Stato assegna alle Regioni le risorse per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri agli studenti meno abbienti della scuola dell'obbligo e della secondaria di secondo grado, in attuazione della legge n. 448 del 1998. Le Regioni ricevono i fondi, definiscono le soglie ISEE, gli importi e le scadenze, e in molti casi affidano ai Comuni la gestione pratica delle domande. È per questo che non esiste una data unica valida per tutta Italia: ogni territorio fa storia a sé.

Chi può chiedere il contributo

Il contributo è pensato per le famiglie con redditi bassi o medi. Il parametro che conta quasi ovunque è l'ISEE del nucleo familiare: sotto una certa soglia si ha diritto all'aiuto, con importi che possono variare a seconda della fascia. Molte Regioni suddividono i beneficiari in più fasce, riservando la copertura più alta ai nuclei con ISEE più basso e un contributo parziale a quelli con reddito intermedio.

Rientrano tra i beneficiari, di norma, gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, comprese le scuole paritarie e i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) accreditati dalle Regioni. Le soglie ISEE non sono uguali dappertutto: in diverse Regioni si aggirano intorno ai 15.700 euro, altre fissano limiti più bassi, altre ancora prevedono soglie più ampie per misure specifiche. Il valore preciso è sempre quello scritto nel bando della propria Regione.

Le finestre per le domande

Qui sta il punto delicato: le finestre sono diverse da Regione a Regione e non seguono lo stesso calendario. Alcune Regioni tendono ad aprire i bandi tra l'estate e l'autunno, altre anticipano o posticipano le scadenze di anno in anno; in Lombardia il riferimento resta la Dote Scuola – componente Materiale Didattico. Proprio perché le date cambiano di continuo, l'unico modo affidabile per non perdere la finestra è verificare i termini esatti sul bando ufficiale della propria Regione una volta pubblicato.

In parecchie Regioni, poi, il bando per il 2026/2027 potrebbe non essere ancora uscito: la pubblicazione è in genere attesa tra l'estate e l'inizio dell'autunno. La regola pratica è una sola: controllare periodicamente il sito della propria Regione (sezione Istruzione o Diritto allo studio) e quello del proprio Comune, perché le finestre spesso si aprono e si chiudono in poche settimane e, una volta scadute, non sempre vengono riaperte.

Cosa cambia per il 2026/2027

Sul fronte delle spese, un aspetto da tenere d'occhio sono i tetti di spesa per la dotazione libraria della scuola secondaria: si tratta dei limiti entro cui i collegi dei docenti devono contenere il costo complessivo dei testi per ciascuna classe. Per l'anno scolastico 2026/2027 occorre però attendere l'eventuale decreto ministeriale di aggiornamento, che al momento non risulta ancora emanato: fino ad allora restano come riferimento i tetti fissati in precedenza. È un dato che riguarda soprattutto le scuole, ma che ha ricadute dirette sul portafoglio delle famiglie al momento dell'acquisto.

Attenzione a un aspetto spesso trascurato: il rimborso non è automatico. In molte Regioni serve conservare le fatture o gli "scontrini parlanti" con i dati del libro acquistato, perché senza documentazione della spesa il contributo non viene erogato. Conviene quindi tenere da parte ogni ricevuta fin dal primo acquisto.

Cosa fare adesso

  • Rinnova l'ISEE 2026: è la chiave d'accesso a quasi tutti i bandi. Meglio richiederlo subito, senza aspettare l'apertura delle domande.
  • Individua i libri adottati dalla scuola di tuo figlio: le liste ufficiali arrivano attraverso l'istituto e sono consultabili anche su Scuola in Chiaro, collegato alla piattaforma UNICA.
  • Monitora i canali giusti: sito della Regione (sezione Diritto allo studio) e sito o segreteria del Comune di residenza, dove escono bandi, requisiti e scadenze.
  • Conserva le prove di spesa: fatture e scontrini con i dati dei testi, indispensabili per ottenere il rimborso.

Per orientarsi tra decreti, tetti di spesa e indicazioni ministeriali sull'adozione dei testi resta utile la pagina del Ministero dedicata ai libri di testo. Il resto delle informazioni operative — importi, soglie e date — va però cercato caso per caso nei bandi regionali e comunali, gli unici documenti che fanno fede per presentare la domanda.