Le nuove regole della mobilità annuale 2026/27 ruotano quasi tutte attorno a un punto: le deroghe al vincolo che permettono ad alcune categorie di docenti di chiedere comunque l'assegnazione provvisoria. Al momento, però, non risulta pubblicata una nota ufficiale del Ministero con il calendario 2026/27: sulle pagine istituzionali è ancora rintracciabile la procedura dello scorso anno, e finché non esce l'avviso con le nuove date non c'è nulla da inviare tramite Istanze Online.
Parliamo dello strumento con cui il personale di ruolo può avvicinarsi per un solo anno scolastico alla residenza o alla famiglia, mantenendo la sede di titolarità e il punteggio già maturato. A differenza della mobilità ordinaria (i cui esiti per i docenti sono stati pubblicati il 29 maggio scorso), l'assegnazione provvisoria non valorizza titoli o anzianità: si concede per motivi tassativi, come il ricongiungimento al coniuge, all'unione civile o al convivente, e l'assistenza a familiari con disabilità ai sensi della Legge 104/1992.
Cosa cambia nelle regole
Il quadro generale resta quello del contratto integrativo sottoscritto lo scorso anno per il triennio 2025-2028. Ma alcune disposizioni sulle deroghe al vincolo di permanenza nella sede hanno mostrato criticità e sono oggetto di confronto tra Ministero e sindacati prima dell'apertura delle domande: secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, è anche a questo confronto che vengono ricondotti i tempi di pubblicazione del calendario, pur in assenza di una conferma ufficiale sulle ragioni del ritardo.
Due i nodi principali. Il primo riguarda i docenti con figli minori: nell'ipotesi contrattuale vigente la deroga è stata ristretta a chi è soggetto al vincolo triennale ed è genitore di figli con meno di 14 anni, rispetto alla soglia precedente più ampia. Secondo fonti sindacali sarebbe stato chiesto di innalzare nuovamente il limite, ma nelle ricostruzioni disponibili un'estensione fino a 16 anni non risulta accolta; finché il testo non è definitivo la platea effettiva resta da confermare.
Il secondo nodo è il ricongiungimento al genitore che compie 65 anni. Su questo punto la deroga risulta già introdotta in via normativa: la legge n. 50/2026 di conversione del DL 19/2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026 ed entrata in vigore il 21 aprile 2026, ha ripristinato questa tutela. Resta comunque opportuno verificarne la concreta declinazione nel testo definitivo della procedura, perché può fare la differenza tra una domanda ammissibile e una che non lo è.
Resta fermo un principio che genera spesso equivoci: l'assegnazione provvisoria non può essere chiesta dentro il comune di titolarità, ma serve ad avvicinarsi verso un comune o una provincia diversi.
Quando si potrà fare domanda
Qui serve prudenza. Le finestre collocate genericamente nella prima metà di luglio che circolano in alcune ricostruzioni di settore non costituiscono scadenze ufficiali e non trovano riscontro in una nota MIM 2026/27. Faranno fede soltanto l'avviso del Ministero e la nota operativa che seguiranno alla sottoscrizione del contratto. Come riferimento dell'anno scorso, le domande furono presentate dal 14 al 25 luglio 2025: un termine utile per orientarsi, nulla di più.
Finché la nota non viene pubblicata, chi punta ad avvicinarsi a casa non può presentare l'istanza. Conviene tenere d'occhio la pagina ufficiale del Ministero dedicata a utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, dove compariranno avviso, date certe e moduli aggiornati.
Cosa preparare adesso
Una volta aperte le funzioni, i tempi per compilare sono in genere stretti. Arrivare con tutto pronto fa la differenza:
- Credenziali: verificare che SPID o CIE siano attive, perché il personale di ruolo presenta la domanda tramite Istanze Online (POLIS).
- Documentazione: certificazioni Legge 104/1992, stato di famiglia, dichiarazioni di residenza dei familiari, eventuali certificati sanitari, tutto aggiornato.
- Ordine delle preferenze: l'ambito territoriale per cui si presenta domanda e l'ordine delle sedi incidono sull'esito, quindi conviene ragionarci in anticipo verificando le modalità sulla nota operativa definitiva.
Un ultimo suggerimento pratico: chi ne ha i presupposti valuti con attenzione se convenga l'utilizzazione oppure l'assegnazione provvisoria, verificando sul CCNI e sulla nota operativa i criteri applicabili, per evitare esclusioni tecniche. Va inoltre considerato come l'anno trascorso fuori sede incida sulla continuità nella scuola di titolarità: un aspetto da verificare sul testo definitivo per chi ragiona in prospettiva su una sistemazione stabile.
In sintesi: le regole sono in via di definizione, le date non sono ancora ufficiali e non c'è ancora nulla da inviare. Il modo migliore di usare questi giorni è preparare documenti e credenziali, così da essere pronti quando le domande apriranno.




