Il contratto della scuola è fatto: ieri, 1° luglio 2026, all'ARAN è stata firmata in via definitiva la parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027. Per docenti e personale ATA significa aumenti stabili in busta paga e arretrati per i mesi già maturati. Quello che manca ora non è più la firma, ma il passaggio su NoiPA che trasforma l'accordo in soldi effettivi sul cedolino.

La sottoscrizione riguarda circa 1,2 milioni di lavoratori tra scuola, università, enti di ricerca e AFAM. È l'ultimo atto di un percorso partito il 1° aprile scorso con l'ipotesi di accordo: da allora sono serviti i controlli degli organi di garanzia, che hanno allungato i tempi di alcuni mesi. Con la firma di ieri l'accordo entra ufficialmente in vigore per la sola parte economica.

Quanto aumenta lo stipendio

Gli aumenti sono strutturali, cioè restano in busta paga in modo permanente, e crescono in tre scaglioni annuali con decorrenza 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027. Il valore "pieno" si vede quindi dal 2027.

Secondo i dati diffusi dall'ARAN, a regime dal 1° gennaio 2027 l'incremento medio dell'intero comparto è di 137 euro lordi su 13 mensilità. Per il personale docente della scuola l'aumento medio sale a circa 143 euro lordi, mentre per il personale ATA il ministero dell'Istruzione e del Merito indica un valore medio intorno ai 107 euro lordi. Sono medie: la cifra reale dipende dal profilo e dall'anzianità di servizio, quindi chi ha più anni di carriera vedrà importi diversi rispetto a chi ha appena iniziato.

Un punto pratico da tenere a mente: gli importi sono lordi. La tassazione riduce la parte che arriva davvero sul conto, un aspetto sottolineato anche dai sindacati, che chiedono interventi di detassazione sugli aumenti contrattuali.

Gli arretrati: a chi spettano e quanto

Poiché il contratto viene chiuso nel corso del triennio, e non all'inizio, il personale ha diritto agli arretrati per la quota di aumento non ancora percepita nei mesi passati. In sostanza si tratta di recuperare la differenza maturata sugli aumenti 2025 e 2026.

Sempre secondo le stime ARAN calcolate al 30 giugno 2026, gli importi degli arretrati oscillano indicativamente tra circa 815 e circa 1.250 euro lordi, con differenze legate al profilo e alla fascia di anzianità. Anche qui la cifra è orientativa: il conteggio definitivo dipende dalla posizione di ciascun lavoratore.

Quando arrivano i soldi sul cedolino

Questa è la domanda che interessa di più, ed è anche quella su cui serve prudenza. La firma non fa comparire automaticamente aumenti e arretrati in busta paga: prima il contratto deve essere lavorato sul sistema NoiPA, che gestisce gli stipendi del personale statale.

Le indicazioni sindacali collegano il pagamento alle buste paga dei mesi estivi, ipotizzando le mensilità di luglio o agosto per il personale della scuola e dell'AFAM pagato tramite NoiPA. Si tratta però di una previsione legata ai tempi tecnici, non di una data certificata: finché non arriva la comunicazione ufficiale sull'emissione, conviene considerarla una stima e non un impegno preciso. Per verificare in prima persona resta utile controllare periodicamente il proprio cedolino su NoiPA.

Cosa resta ancora da definire

Con la firma di ieri si chiude solo la parte economica. La parte normativa del contratto — cioè le regole su relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare e ordinamento professionale, in particolare per gli ATA — è ancora in trattativa al tavolo ARAN. Su questo fronte i sindacati chiedono risposte concrete e non si considerano soddisfatti: la partita economica è definita, ma quella sulle condizioni di lavoro è aperta.

Resta poi sullo sfondo il tema del potere d'acquisto: più sigle ricordano che gli aumenti servono ad allineare gli stipendi all'inflazione stimata, ma non recuperano del tutto quanto perso negli anni precedenti.

In sintesi, cosa fare adesso

  • Non serve presentare alcuna domanda: aumenti e arretrati sono applicati d'ufficio dall'amministrazione, non c'è un modulo da compilare.
  • Controlla il cedolino su NoiPA nelle prossime emissioni estive per verificare quando compaiono l'aumento tabellare e la voce arretrati.
  • Considera che gli importi citati sono lordi e medi: la cifra effettiva dipende da profilo e anzianità, e la tassazione incide sul netto.
  • Tieni d'occhio la parte normativa: le regole sul rapporto di lavoro sono ancora in discussione e potranno cambiare aspetti concreti della professione.

La notizia positiva, per una volta, è la tempistica: il contratto è stato chiuso prima della sua scadenza naturale, un fatto non scontato dopo anni di rinnovi in ritardo. Il passo che manca ora è tutto tecnico, ed è quello che il personale attende con più attenzione: vedere gli aumenti e gli arretrati effettivamente accreditati.