Dopo la mobilità restano 46.826 posti vacanti nella scuola statale, ma attenzione: questo non è il numero delle assunzioni. Quante immissioni in ruolo si faranno davvero per il 2026/27 lo deciderà il contingente autorizzato dal Ministero dell'Economia (MEF), un via libera ancora atteso. Finché non arriva quel decreto, gli Uffici scolastici regionali non possono ripartire i posti né far partire le convocazioni.
È il passaggio chiave di queste settimane, e vale la pena spiegarlo bene perché intorno ai "quasi 47mila posti" si stanno creando aspettative che rischiano di essere deluse.
Quanti sono i posti e come sono distribuiti
I dati elaborati dalla UIL Scuola RUA dopo la pubblicazione degli esiti della mobilità, avvenuta il 29 maggio scorso, fotografano 46.826 posti vacanti e disponibili nell'organico di diritto, così suddivisi per grado:
| Grado di scuola | Posto comune | Sostegno | Totale |
|---|---|---|---|
| Infanzia | 3.454 | 786 | 4.240 |
| Primaria | 10.584 | 8.215 | 18.799 |
| Secondaria I grado | 6.330 | 1.404 | 7.734 |
| Secondaria II grado | 14.997 comune + 1.056 sostegno | 16.053 | |
| Totale | 46.826 | ||
Colpisce il peso della primaria, dove da sola si concentra oltre un terzo delle disponibilità, e la quota elevatissima di posti di sostegno ancora scoperti a ogni livello.
Perché "posti vacanti" non vuol dire "assunzioni"
Questo è il punto che genera più confusione. I 46.826 posti sono le cattedre rimaste senza titolare dopo trasferimenti e passaggi: rappresentano il bacino massimo e potenziale, non le nomine garantite. Il contingente che il MEF deve autorizzare non crea nuove cattedre: fissa il tetto massimo di contratti a tempo indeterminato che lo Stato è disposto a finanziare per l'anno prossimo.
In pratica il numero autorizzato può essere pari o, più spesso, inferiore ai posti disponibili, ma non superiore. Negli anni recenti la cifra nazionale si è collocata attorno alle 45-50 mila unità, ma parte del fabbisogno resta comunque coperto con supplenze annuali, non con il ruolo. La stessa UIL Scuola, nel denunciare il precariato ormai "strutturale", ricorda che una fetta consistente delle cattedre vive di organico di fatto e non entra nei numeri delle stabilizzazioni.
Cosa succede dopo il decreto
Una volta arrivato il via libera del MEF, il percorso è ormai collaudato:
- il Ministero dell'Istruzione e del Merito ripartisce il contingente tra le Regioni;
- ogni USR distribuisce la propria quota tra province, classi di concorso e tipologie di posto;
- i posti si dividono per legge 50% alle Graduatorie a Esaurimento (GaE) e 50% alle graduatorie concorsuali; dove le GaE sono esaurite — situazione frequente soprattutto alle superiori — l'intera quota va ai concorsi;
- partono le convocazioni su Istanze Online, in due fasi: prima la scelta di provincia e classe di concorso, poi l'assegnazione della sede.
La presa di servizio, in ogni caso, è fissata al 1° settembre nella sede assegnata.
Un dettaglio utile a chi teme di restare escluso: il contingente agisce come blocco solo nella prima fase, quella dei numeri. Se in una provincia i posti autorizzati sono meno di quelli materialmente liberi, verranno nominate meno persone; ma chi è nominato può comunque scegliere tra tutte le sedi disponibili sul territorio, perché nessuna scuola viene "accantonata" in partenza.
Cosa fare adesso
Per chi è in graduatoria utile, in questa fase non c'è alcuna domanda da presentare: si attende il decreto. Il consiglio pratico è tenere sotto controllo due canali: la casella e-mail collegata a Istanze Online e il sito dell'Ufficio scolastico regionale di interesse, dove compariranno l'avviso e il calendario delle convocazioni. Chi elabora fin d'ora stime provincia per provincia faccia attenzione a distinguere la "mappa delle cattedre" — utile solo per orientarsi — dalle nomine effettive, che restano legate al budget.
Il quadro dei posti c'è. Manca il numero che conta davvero. Le informazioni definitive su regioni e classi di concorso arriveranno solo con l'autorizzazione del MEF, attesa in questi giorni; da lì partirà tutto il resto. È probabile che, come ogni anno, le operazioni si concentrino tra luglio e agosto per arrivare pronti al 1° settembre.




