Gli Uffici scolastici territoriali stanno pubblicando, provincia per provincia, le Graduatorie ad esaurimento (GaE) aggiornate per il biennio 2026/2027 e 2027/2028. Se sei iscritto, la cosa concreta da fare adesso è una sola: cercare l'elenco pubblicato dall'Ambito territoriale della tua provincia e verificare che fascia, punteggio e posizione risultino corretti. Da queste graduatorie dipendono, nei prossimi mesi, una parte delle nomine in ruolo e delle supplenze.
Le GaE non nascono ora: l'aggiornamento è stato disposto con il decreto ministeriale n. 247 del 10 dicembre 2025, le domande si sono chiuse a gennaio e nella primavera si è svolta anche la finestra per lo scioglimento delle riserve. Quella che sta arrivando in queste settimane è la fase finale: la pubblicazione degli elenchi, prima in versione provvisoria e poi definitiva.
Cosa sono (e perché non vanno confuse con le GPS)
Le Graduatorie ad esaurimento sono graduatorie storiche e chiuse: non si può più entrare da zero. Ci restano solo i docenti che vi avevano titolo negli anni passati e che hanno mantenuto l'iscrizione; con l'aggiornamento si può rivedere il punteggio, chiedere il trasferimento di provincia o, in alcuni casi, il reinserimento dopo una precedente cancellazione. Proprio perché destinate a esaurirsi nel tempo si chiamano "ad esaurimento".
È bene non confonderle con le GPS, le Graduatorie provinciali per le supplenze, che seguono un percorso e un aggiornamento propri. Le GaE sono un canale distinto e, dove ancora popolato, prioritario.
Il peso sulle immissioni in ruolo
Sulle assunzioni a tempo indeterminato le GaE valgono molto, ma non ovunque allo stesso modo. La regola generale è nota: i posti autorizzati per il ruolo si dividono a metà tra le GaE, dove restano aspiranti disponibili, e le graduatorie di merito dei concorsi. Dove le GaE sono esaurite, quella quota passa interamente alle graduatorie concorsuali.
E qui c'è la fotografia reale del 2026: in molte province gli elenchi sono ormai vuoti per gran parte delle classi di concorso della scuola secondaria, mentre risultano ancora consistenti soprattutto per infanzia e primaria. Significa che, a seconda del territorio e del posto, il ruolo potrà arrivare dalle GaE oppure passare del tutto ai concorsi. In alcune province, se le graduatorie risultano vuote per tutte le classi di concorso, l'Ufficio scolastico può anche non pubblicare l'elenco.
Il collegamento con le supplenze
Le GaE non servono solo per il ruolo. Sono anche il punto di partenza della prima fascia delle graduatorie di istituto, quella da cui le scuole attingono per prime quando devono assegnare una supplenza. La posizione in prima fascia d'istituto deriva in modo automatico dall'ordine, dal punteggio e dalle precedenze con cui si è collocati nelle GaE: verificare oggi che i dati siano giusti significa quindi mettere in sicurezza anche le eventuali nomine da supplente dei prossimi due anni scolastici.
Cosa controllare nell'elenco
Quando trovi la graduatoria pubblicata, conviene verificare con attenzione alcuni punti:
- la fascia e la classe di concorso (o il posto) in cui risulti inserito;
- il punteggio attribuito, confrontandolo con i titoli e i servizi che avevi dichiarato;
- la posizione in graduatoria e le eventuali precedenze;
- la coerenza del dato con la provincia scelta, soprattutto se hai chiesto un trasferimento.
Il momento giusto per segnalare un errore è prima che escano le definitive: di norma gli Uffici pubblicano prima le graduatorie provvisorie proprio per consentire i reclami, indicando modalità e termini. Sono poi le versioni definitive a fare fede per le operazioni di nomina.
Cosa fare adesso
Se sei iscritto in GaE, individua il sito del tuo Ufficio scolastico provinciale (Ambito territoriale, ex Provveditorato) e cerca gli elenchi del biennio 2026/2028, di solito nella sezione "graduatorie" o "personale docente". Controlla fascia, punteggio e posizione; se i numeri non tornano, prepara per tempo l'eventuale reclamo sulla provvisoria.
Per la cornice normativa e i documenti ufficiali dell'aggiornamento si può fare riferimento alla pagina del Ministero dell'Istruzione e del Merito dedicata al reclutamento del personale scolastico (mim.gov.it). L'avvio concreto delle nomine in ruolo resta comunque legato all'autorizzazione ministeriale del contingente dei posti: fino a quel passaggio, in genere, per gli aspiranti non è prevista alcuna operazione su piattaforma. La consegna utile, in questa fase, è tenere d'occhio i canali ufficiali del proprio Ufficio scolastico e farsi trovare pronti.




