Con la firma della parte economica dello scorso 1° aprile ormai alle spalle e la sua certificazione definitiva attesa entro giugno, la trattativa per il rinnovo del CCNL Comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 entra nel vivo della sua fase più complessa. L'altro ieri, martedì 26 maggio 2026, l’ARAN e le organizzazioni sindacali si sono riunite per il secondo incontro dedicato interamente alla parte normativa. Si tratta di un negoziato che si preannuncia serrato: poiché gli incrementi salariali sono già stati definiti, le modifiche regolamentari dovranno essere introdotte a costo invariato. Nonostante questo stretto recinto finanziario, la partita sui diritti dei docenti e del personale ATA è di fondamentale importanza.
Intelligenza Artificiale e salute: le nuove frontiere del lavoro a scuola
Tra le novità più significative emerse dal tavolo negoziale vi è la richiesta, avanzata con forza dalla FLC CGIL, di regolamentare l’impatto delle nuove tecnologie sulle prestazioni lavorative. Con la diffusione sempre più pervasiva degli strumenti digitali, i sindacati chiedono di introdurre tutele specifiche sull’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella didattica e nelle attività di supporto, per evitare che la tecnologia si traduca in un aumento incontrollato dei carichi di lavoro o in una dequalificazione professionale.
Strettamente connesso all'evoluzione tecnologica è il tema della salute dei lavoratori. Le sigle sindacali hanno sollecitato l'ARAN a inserire nel testo contrattuale misure concrete per contrastare il disagio lavorativo e, in particolare, il fenomeno del burnout. Non si tratta solo di garantire la sicurezza fisica, ma di promuovere un benessere psicofisico globale, introducendo tutele a salvaguardia della salute ed evitando che l'attività professionale si trasformi in un adempimento burocratico usurante.
Più spazio alla contrattazione e trasparenza sulle risorse
Un altro nodo cruciale riguarda il sistema delle relazioni sindacali. La UIL Scuola e la CISL Scuola hanno ribadito la necessità di rafforzare il ruolo della contrattazione integrativa, chiedendo che diverse materie oggi relegate al semplice "confronto" tornino a essere oggetto di reale negoziazione. In particolare, la UIL Scuola ha posto l’accento sulla trasparenza finanziaria all’interno delle istituzioni scolastiche, richiedendo che le RSU abbiano pieno accesso ai dati relativi all'utilizzo del Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (FMOF) e delle altre risorse accessorie.
Inoltre, è stata sollecitata l'effettiva attivazione di organismi paritetici già previsti dai precedenti contratti ma mai costituiti, come l'Organismo Paritetico per l'Innovazione, indispensabile per monitorare e governare i cambiamenti organizzativi e tecnologici all'interno delle scuole.
Mobilità e formazione alla luce delle ultime novità legislative
Il confronto ha toccato anche i temi caldi della mobilità del personale e della formazione continua. La CISL Scuola ha chiesto di recepire nel nuovo testo contrattuale le novità introdotte dal recente Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito con modificazioni dalla Legge 20 aprile 2026, n. 50. Tra queste spiccano i nuovi criteri per le assegnazioni provvisorie e i trasferimenti, con deroghe pensate per agevolare il ricongiungimento familiare, in particolare per la cura dei genitori anziani.
Sul fronte della formazione in servizio, resta da disciplinare la figura del "docente stabilmente incentivato", prevista dall'articolo 16-ter del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59. I sindacati puntano a definire regole chiare e condivise per l'accesso a questi percorsi incentivanti, garantendo equità e trasparenza per tutto il corpo docente.
Prossimi passi e tempistiche
Preso atto delle proposte delle diverse sigle, l’ARAN si è riservata di effettuare i necessari approfondimenti tecnici. Il tavolo negoziale in plenaria è stato aggiornato al prossimo 24 giugno 2026. Nelle settimane intermedie proseguiranno comunque gli incontri bilaterali per stringere i tempi, con l'obiettivo condiviso di arrivare alla firma definitiva della parte normativa entro la fine dell'anno, consegnando così a docenti e ATA un quadro di diritti rinnovato e al passo con i tempi.
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