È in corso la fase di consultazione sulle "Indicazioni Nazionali per i Licei", il testo che ridisegna i programmi della scuola secondaria di secondo grado pubblicato il 22 aprile 2026 sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il documento, elaborato dalla Commissione di studio coordinata dalla professoressa Loredana Perla — già impegnata sulla revisione del primo ciclo — è ora oggetto di audizioni con associazioni professionali e disciplinari, associazioni dei genitori, rappresentanze degli studenti e organizzazioni sindacali. Parallelamente, le scuole statali e paritarie possono partecipare alla consultazione attraverso un questionario di nove pagine compilabile fino al 31 maggio 2026, ai sensi della Nota ministeriale n. 112374 del 22 aprile 2026.
L'adozione definitiva delle nuove Indicazioni è prevista solo al termine del percorso di ascolto. Il testo finale, una volta integrate le osservazioni emerse dalle audizioni e dalla consultazione, sarà sottoposto al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) e all'esame del Consiglio di Stato prima della firma ministeriale. L'entrata in vigore è attesa, secondo le indicazioni del Ministero, dall'anno scolastico 2027/2028.
Le novità del testo: dall'intelligenza artificiale alla separazione tra storia e geografia
Tra le novità di maggior rilievo del documento Perla figura l'ingresso strutturale dell'intelligenza artificiale nei curricoli liceali. In attuazione della Legge 23 settembre 2025, n. 132, recante disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, e del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), l'IA viene trattata non come oggetto di fascinazione tecnologica ma come "territorio critico da governare". Lo studio è affidato in particolare alla matematica, alla quale il testo riconosce il compito di fornire concetti e linguaggio dei sistemi di IA, e si articola sia come oggetto disciplinare sia come dispositivo metodologico trasversale.
Sul fronte umanistico, il testo prevede l'addio alla "geostoria" del biennio, con il ritorno alla separazione disciplinare tra storia e geografia. Il programma di storia viene esteso fino ai giorni nostri, includendo riferimenti espliciti alla fine della "Prima Repubblica" e alle inchieste di Mani Pulite, mentre per le lingue antiche è prevista la drammatizzazione come strumento didattico per il greco. Per le lingue moderne fanno il loro ingresso sillabi specifici per il russo e il cinese, assenti nelle precedenti Indicazioni del 2010. L'italiano è ispirato al "primato della lingua italiana" richiamato dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale, con uno snellimento dei programmi che riduce lo spazio dedicato alla memorizzazione di figure retoriche e biografie autoriali a favore dell'incontro diretto con i testi.
La matematica "da tecnica a pensiero"
La sezione dedicata alla matematica rappresenta uno dei nuclei più innovativi del documento. Il testo propone un ripensamento della disciplina come "esperienza intellettuale": le tecniche restano centrali ma cessano di essere il fine, diventando strumenti per comprendere concetti, modelli e decisioni. Tre le novità strutturali. La prima riguarda il riconoscimento dell'errore come parte integrante del lavoro intellettuale, momento da attraversare con consapevolezza e non da stigmatizzare. La seconda, di particolare rilievo, è il primo trattamento esplicito dell'intelligenza artificiale all'interno di una disciplina curricolare, in cui la matematica fornisce concetti e linguaggio per i sistemi algoritmici. La terza è l'enfasi sulla cittadinanza attiva come obiettivo finale del percorso liceale, con la matematica che diventa leva per "presidiare l'autonomia del soggetto nell'era degli algoritmi".
Le critiche al metodo della consultazione
Sul piano metodologico, la modalità con cui il Ministero ha avviato la fase di ascolto è oggetto di forti critiche. Il questionario predisposto per la consultazione delle scuole prevede risposte chiuse articolate su un modello che, secondo la FLC CGIL, lascia all'utente solo la scelta tra livelli di adesione al testo proposto, senza spazi di valutazione critica strutturati. Le opzioni disponibili comportano in sostanza la possibilità di esprimere accordo pieno, accordo parziale o richiesta di precisazioni, mentre il dissenso netto può essere manifestato unicamente attraverso la non-risposta o nello spazio finale dedicato a suggerimenti e osservazioni.
Per la FLC CGIL si tratta di una "consultazione forzata" che non consente una valutazione effettiva del testo ma rappresenta un passaggio formale prima dell'adozione definitiva. Il sindacato sarà in audizione presso la Commissione lunedì 11 maggio 2026; la stessa modalità di consultazione era stata contestata in occasione delle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, adottate con il D.M. 211 del 2025 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 26 gennaio 2026.
Le contestazioni di merito: dall'impostazione assertiva ai contenuti omessi
Le critiche di merito si concentrano su due piani. Il primo riguarda l'impostazione complessiva del testo, definita "fortemente assertiva" e "difficilmente emendabile" già a partire dalla Premessa culturale, che descrive il liceo come luogo di formazione orientato al "saper essere" più che al "saper fare". Le organizzazioni sindacali leggono in questa impostazione il rischio di una canalizzazione precoce degli studenti e l'introduzione di un modello duale nella scuola secondaria di secondo grado, particolarmente significativo se letto in combinato con la riforma della filiera tecnologico-professionale "4+2" istituita dalla Legge 121/2024.
Il secondo piano di critica riguarda i contenuti omessi. Sebbene il programma di storia sia stato esteso fino alla contemporaneità, alcuni commentatori e associazioni hanno rilevato l'assenza formale, nei riferimenti testuali, di termini come "mafia" e dei nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Allo stesso modo, nella trattazione dei regimi totalitari, all'enfasi sulla Shoah non corrisponde un riferimento esplicito alle persecuzioni di Rom, disabili e persone omosessuali. Il Ministero ha previsto una nota di avvertimento metodologica che invita i docenti a mantenere un confine rigoroso tra storia e cronaca nella didattica della contemporaneità, lasciando all'autonomia delle scuole l'integrazione dei contenuti specifici nel curricolo reale.
Tempistica e prossimi passaggi
Il calendario della consultazione è serrato. Le audizioni della Commissione di studio sono iniziate nelle scorse settimane e proseguiranno per tutto il mese di maggio, con il coinvolgimento delle principali sigle sindacali del comparto scuola, delle associazioni professionali e disciplinari, delle rappresentanze studentesche e — per la prima volta in modo strutturato — delle Consulte studentesche. La consultazione delle scuole, attivata con la Nota n. 112374 del 22 aprile 2026, si chiuderà alle ore 23:59 del 31 maggio 2026: il questionario può essere compilato in più sessioni con memorizzazione progressiva delle risposte, ma per essere ritenuto valido deve essere concluso entro il termine.
Al termine della fase di ascolto, la Commissione predisporrà un testo aggiornato che sarà sottoposto al parere obbligatorio del CSPI e successivamente all'esame del Consiglio di Stato. Solo dopo questi passaggi il Ministro potrà procedere all'adozione formale del provvedimento attraverso un decreto ministeriale. Per gli editori scolastici si apre fin d'ora la fase di adeguamento dei manuali, che dovranno essere disponibili in tempo utile per l'avvio del prossimo anno scolastico in cui le nuove Indicazioni saranno operative. Per le istituzioni scolastiche, la transizione richiederà un significativo lavoro di rielaborazione interna dei Piani Triennali dell'Offerta Formativa (PTOF) e dei curricoli di istituto, con un coinvolgimento diretto dei Collegi dei Docenti chiamati a tradurre il nuovo quadro nazionale nelle scelte didattiche locali.
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