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Nuove indicazioni nazionali licei: Barbara Floridia critica il piano del Ministero presentato venerdì 24 aprile 2026

Nuove indicazioni nazionali licei: Barbara Floridia critica il piano del Ministero presentato venerdì 24 aprile 2026

In questa giornata di oggi, sabato 25 aprile 2026, mentre il Paese celebra la ricorrenza della Liberazione, il mondo della scuola analizza con attenzione le novità contenute nella bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per i licei. Il documento programmatico è stato illustrato ufficialmente nella serata di ieri, venerdì 24 aprile 2026, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, delineando una riforma che punta a ridefinire gli equilibri didattici del primo biennio e a introdurre nuove competenze digitali e professionalizzanti.

La separazione tra Storia e Geografia e l'impatto sulle classi di concorso

Il punto centrale della riforma presentata ieri, venerdì 24 aprile 2026, è il superamento del modello integrato della "Geostoria". Il Ministero ha previsto il ripristino della distinzione tra le due materie, assegnando loro uno spazio autonomo nel quadro orario. Tuttavia, la ripartizione proposta ha già innescato un vivace dibattito: su un totale di tre ore settimanali complessive, due saranno dedicate alla Storia e una soltanto alla Geografia (modello 2+1). Sulla questione è intervenuta la senatrice Barbara Floridia, che ha dichiarato: "Oggi, sabato 25 aprile 2026, dobbiamo interrogarci se un’ora a settimana possa davvero garantire quella dignità disciplinare sbandierata dal Ministero".

Oltre al profilo pedagogico, la misura comporta una sfida organizzativa non indifferente per la gestione degli organici. La separazione delle discipline impatterà direttamente sui docenti appartenenti alle classi di concorso A-11 (Discipline letterarie e latino), A-12 (Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado) e A-13 (Discipline letterarie, latino e greco). Fino ad oggi, la "Geostoria" veniva gestita come un insegnamento accorpato; la nuova distinzione richiederà un ricalcolo delle cattedre e potrebbe influenzare la mobilità del personale e la stabilità degli organici nei licei classici, scientifici, linguistici e delle scienze umane.

Dall'Intelligenza Artificiale al Liceo del Made in Italy

Il piano ministeriale illustrato ieri, venerdì 24 aprile 2026, non si ferma alla revisione delle materie umanistiche. Il documento introduce ufficialmente lo studio dell'Intelligenza Artificiale come competenza trasversale e rafforza l'orientamento verso le discipline STEM. Queste innovazioni riguarderanno trasversalmente tutti gli indirizzi, con un focus specifico sul nuovo Liceo del Made in Italy, volto a coniugare la tradizione culturale italiana con le dinamiche del mercato globale e le competenze giuridico-economiche.

Le rappresentanze sindacali, tra cui FLC CGIL e UIL Scuola, pur non opponendosi per principio all'ammodernamento dei programmi, hanno espresso preoccupazione per la sostenibilità dell'operazione. Il timore principale dei rappresentanti dei lavoratori riguarda l'assenza di investimenti dedicati alla formazione specifica dei docenti, necessaria per gestire l'introduzione di contenuti tecnologici complessi senza gravare ulteriormente sui carichi di lavoro del personale e senza causare contrazioni negli organici di fatto.

L'iter istituzionale: il parere del CSPI e i tempi tecnici

Dopo l'illustrazione della bozza avvenuta ieri, venerdì 24 aprile 2026, l'iter normativo prevede ora il passaggio fondamentale presso il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). L'organo consultivo è chiamato a valutare la coerenza pedagogica delle tabelle orarie e la sostenibilità delle nuove Indicazioni. Secondo quanto stabilito dall'articolo 2, comma 3, del Decreto Legislativo n. 233 del 30 giugno 1999, il CSPI ha a disposizione un termine di 45 giorni per rendere il proprio parere dalla data di ricezione della richiesta.

Superata questa scadenza, il Ministero dell'Istruzione e del Merito avrà la facoltà di procedere con l'approvazione definitiva anche in assenza della pronuncia del Consiglio. Una volta completato l'iter, i dirigenti scolastici e i collegi dei docenti dovranno recepire le novità all'interno del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF). L'impatto operativo diverrà tangibile a partire dall'anno scolastico 2026/2027, fermo restando che il dialogo tra il Ministero e le sigle sindacali dovrà chiarire le modalità di assegnazione delle ore per evitare disparità di trattamento tra i docenti delle classi A-11, A-12 e A-13 coinvolti nella riforma.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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