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NASpI precari scuola 2026: requisiti, durata e come fare domanda

NASpI precari scuola 2026: requisiti, durata e come fare domanda

Con l'avvicinarsi della fine dell'anno scolastico, migliaia di docenti e personale ATA con contratto a termine si preparano a restare senza incarico in attesa di una nuova nomina a settembre. Per molti di loro la NASpI, l'indennità di disoccupazione gestita dall'INPS, rappresenta un sostegno al reddito fondamentale nei mesi estivi. Vediamo chi ne ha diritto, quanto dura, come si calcola e soprattutto entro quando va presentata la domanda per non perdere il beneficio.

Chi può chiedere la NASpI

La NASpI spetta ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente l'occupazione. La conclusione di un contratto a tempo determinato rientra pienamente tra le cause che danno diritto alla prestazione: per questo i supplenti con incarico in scadenza, sia quelli con contratto fino al 30 giugno sia quelli con contratto annuale fino al 31 agosto, possono di norma accedervi al termine del rapporto di lavoro. La disciplina di riferimento è il D.Lgs. 22/2015, che ha istituito questa forma di tutela.

I requisiti

Per ottenere la NASpI occorrono due condizioni principali. La prima è lo stato di disoccupazione involontario: il lavoratore deve aver perso il lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà, come appunto la scadenza del contratto. La seconda è di natura contributiva: la normativa richiede almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione. La maggior parte dei supplenti, anche con incarichi non continuativi, raggiunge agevolmente questa soglia nel corso dell'anno scolastico.

Quanto dura

La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni, senza considerare i periodi che abbiano già dato luogo a un'indennità di disoccupazione in passato. In pratica, chi ha lavorato per quattro anni può arrivare fino al limite massimo di ventiquattro mesi, mentre chi ha versato contributi per un solo anno ha diritto a circa sei mesi di indennità. A titolo di esempio, un docente con un contratto coperto da circa otto mesi di contribuzione potrà contare su una NASpI di durata intorno ai quattro mesi.

A quanto ammonta l'importo

L'importo è commisurato alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. In linea generale l'assegno corrisponde a una percentuale (pari al 75% per le retribuzioni entro una soglia rivalutata ogni anno, con una quota aggiuntiva sulla parte eccedente) ed è soggetto a un tetto massimo mensile. È inoltre previsto un meccanismo di riduzione progressiva: l'indennità diminuisce di una percentuale fissa per ogni mese, a partire da una determinata mensilità di fruizione. Gli importi puntuali e le soglie aggiornate al 2026 sono pubblicati dall'INPS, che resta il riferimento per il calcolo del proprio assegno.

Come e quando presentare la domanda

Su questo punto è essenziale non sbagliare i tempi. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro: oltre questo termine il diritto alla prestazione decade. Per chi conclude il contratto il 30 giugno, dunque, il conto alla rovescia parte da quella data; per gli incarichi al 31 agosto la decorrenza si sposta in avanti di conseguenza.

La domanda si presenta esclusivamente in via telematica sul portale dell'INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, in alternativa tramite il Contact Center oppure rivolgendosi a un patronato, che offre assistenza gratuita. La prestazione decorre, in linea di massima, dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto se la domanda è presentata entro tale termine, altrimenti dal giorno successivo alla presentazione: ritardare l'invio significa quindi posticipare anche l'inizio del pagamento.

Indicazioni pratiche per i precari

Per non perdere giornate di indennità conviene attivarsi subito dopo la fine del contratto, recuperando per tempo le credenziali digitali e, se necessario, fissando un appuntamento con il patronato. È utile verificare la propria storia contributiva degli ultimi quattro anni, perché da essa dipendono sia la durata sia l'importo dell'assegno. Va inoltre ricordato che, in caso di nuova supplenza, la percezione della NASpI si interrompe o si sospende secondo le regole previste, ed è bene comunicare tempestivamente all'INPS l'eventuale ripresa dell'attività lavorativa per evitare indebiti. In un'estate spesso priva di stipendio, conoscere requisiti e scadenze è il modo migliore per non lasciare sul tavolo un sostegno al reddito a cui si ha diritto.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

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