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Docenti nelle piccole isole: UIL Scuola chiede criteri chiari e tutele

Docenti nelle piccole isole: UIL Scuola chiede criteri chiari e tutele

Si è svolto ieri, mercoledì 27 maggio 2026, l'atteso incontro tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) e le organizzazioni sindacali per illustrare lo schema di decreto attuativo previsto dall'articolo 25, comma 1, della Legge 7 maggio 2026, n. 70. Il provvedimento, entrato in vigore lo scorso 10 maggio, introduce per la prima volta un sistema di valorizzazione del servizio svolto nelle scuole delle piccole isole. Tuttavia, la UIL Scuola, insieme alle altre sigle sindacali, ha espresso forti riserve sul testo presentato, chiedendo tutele concrete e regole prive di ambiguità per tutto il personale coinvolto.

Cosa prevede la bozza: i nuovi punteggi per le isole minori

La nuova normativa punta a sostenere la continuità didattica in contesti territorialmente complessi e isolati. Lo schema di decreto, che dovrà essere emanato dal MIM di concerto con il Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie e con il Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare, definisce l'attribuzione di un punteggio aggiuntivo nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE), nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e nelle correlate graduatorie d'istituto per chi insegna nei plessi delle piccole isole, individuate dall'allegato A della Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (che esclude le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna).

Nello specifico, la bozza ministeriale prevede:

6 punti aggiuntivi per ogni anno scolastico di servizio effettivamente prestato per almeno 180 giorni, di cui almeno 120 giorni di attività didattica;

ulteriori 3 punti per il servizio svolto, nel medesimo anno scolastico, nelle pluriclassi della scuola primaria situate negli stessi territori.

Questo bonus si sommerà al punteggio ordinario previsto dalle tabelle di valutazione dei titoli. Inoltre, il Ministero si impegna a pubblicare annualmente, entro il 30 giugno, l'elenco dei plessi scolastici interessati. Per quanto riguarda la mobilità, la legge rimanda alla contrattazione collettiva nazionale la definizione di un punteggio aggiuntivo specifico. Secondo quanto prospettato dall'amministrazione, la maggiorazione del punteggio sarà applicata a partire dai servizi prestati dall'anno scolastico 2027/2028.

Le riserve dei sindacati: tutele per maternità e malattie

Nonostante l'importanza della misura, le sigle sindacali hanno sollevato questioni cruciali sulla formulazione del decreto. La UIL Scuola e la CISL Scuola chiedono che l'applicazione dei nuovi criteri avvenga in modo uniforme e trasparente su tutto il territorio nazionale, per evitare che i singoli uffici scolastici provinciali adottino interpretazioni difformi.

Il nodo principale riguarda la definizione di "servizio effettivamente prestato" e il vincolo dei 120 giorni di attività didattica, ritenuto improprio e fonte di possibili storture applicative. Attraverso una richiesta unitaria inviata all'amministrazione, la UIL Scuola, insieme a CISL Scuola, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF, ha chiesto di garantire che le assenze tutelate dalla legge non penalizzino i docenti. Secondo le sigle sindacali, i periodi di astensione obbligatoria come la maternità, i congedi parentali o le assenze per malattia non devono in alcun modo compromettere il raggiungimento della soglia dei 180 giorni di servizio o dei 120 giorni di attività didattica.

Inoltre, la UIL Scuola ha posto l'accento sulla necessità di valorizzare anche le supplenze brevi e ha proposto di estendere queste tutele e i benefici del punteggio aggiuntivo anche al personale ATA, che condivide quotidianamente i medesimi disagi logistici dei docenti nei plessi insulari.

L'impatto concreto per i docenti

Per i docenti precari e di ruolo che scelgono di insegnare nelle piccole isole, questa misura rappresenta un riconoscimento significativo dei disagi logistici e personali affrontati quotidianamente. Tuttavia, per essere davvero efficace, la norma deve garantire la massima chiarezza.

Se il testo non dovesse essere corretto accogliendo le richieste sindacali, si rischierebbe di creare una grave disparità di trattamento, penalizzando in particolare le docenti in maternità o chi è costretto ad assentarsi per motivi di salute. Nelle prossime settimane il confronto con il Ministero proseguirà per definire il testo definitivo del decreto attuativo, con l'obiettivo di rendere operative le tutele richieste prima della pubblicazione ufficiale del provvedimento.

Vincenzo Schirripa

Editore, docente, autore

Normativa scolastica Graduatorie GPS Concorsi docenti

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