Riscatto della laurea gratuito: docenti e ATA ancora esclusi, Anief sollecita il Parlamento
L'INPS ha pubblicato le note operative sul riscatto gratuito della laurea, ma il beneficio rimane riservato esclusivamente al personale militare. L'unica estensione introdotta riguarda gli ufficiali del Corpo Forestale dello Stato transitati nell'Arma dei Carabinieri. Per docenti, personale ATA e ricercatori non cambia nulla: il riscatto della laurea resta un'opzione onerosa, con costi che si aggirano attorno ai 6.076 euro per ogni anno di corso.
La disparità ha spinto l'Anief a tornare alla carica, rivolgendosi formalmente all'Ufficio di presidenza della X Commissione permanente del Senato (Affari sociali, lavoro, previdenza) per chiedere di avviare con urgenza l'esame della proposta di legge S. 1413, presentata dalla senatrice Carmela Bucalo (Fratelli d'Italia) e ferma da circa un anno. Il testo punta a ridurre l'aliquota al 5%, abbassando il costo a circa 900 euro per anno universitario per il personale del comparto istruzione e ricerca.
La proposta Bucalo: un compromesso su cui Anief punta
La proposta di legge era stata annunciata nella seduta del 6 marzo 2025 e mira a valorizzare il percorso formativo di docenti e ricercatori, riconoscendo la laurea come titolo di accesso alla professione e non come semplice percorso personale. Il testo, assegnato alla X Commissione, necessita anche dei pareri della I (Affari Costituzionali), V (Bilancio) e VII Commissione (Cultura e Istruzione).
Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha definito la proposta Bucalo un buon punto di partenza: rispetto ai 6.000 euro attuali, i 900 euro per anno consentirebbero ai lavoratori della scuola di riscattare 4-5 anni universitari con uno sforzo economico quasi dieci volte inferiore, anticipando in modo significativo l'uscita dal lavoro. L'obiettivo ultimo del sindacato rimane però la gratuità totale, sul modello già previsto dall'art. 32 del DPR 1092/1973 per gli ufficiali delle forze armate.
Burnout e pensionamento anticipato: la battaglia più ampia
Il tema del riscatto della laurea si inserisce in una rivendicazione più ampia portata avanti da Anief con una petizione che ha raccolto oltre 116.000 firme: il pensionamento a 60 anni per tutto il personale scolastico, senza penalizzazioni economiche, equiparando docenti e ATA al personale delle forze di polizia e delle forze armate.
I dati del rapporto ARAN sull'età anagrafica dei dipendenti pubblici confermano il problema: nel 2021 erano oltre 235.000 i lavoratori della scuola con più di 60 anni (18,6%), a fronte di appena 2.296 unità nelle forze di polizia (0,8%) e 186 nelle forze armate (0,1%). Il personale docente italiano è il più vecchio d'Europa e del mondo, con una componente femminile pari al 77,4%.
Su questo fronte, Anief ha avviato anche una campagna sindacale specifica per il riconoscimento del burnout come condizione professionale del comparto scuola, mobilitando RSU, RLS e dirigenti sindacali territoriali. Il Senato ha già approvato un ordine del giorno che chiede l'attivazione di un Osservatorio permanente sul tema.
Lavori gravosi: domanda entro il 1° maggio 2026
Nel frattempo, sono state aperte le funzioni per la presentazione delle domande per i lavori gravosi e pesanti: possono presentare istanza tutti i lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027, con scadenza fissata al 1° maggio 2026. Attualmente rientrano in questa categoria i maestri del primo ciclo d'istruzione e gli educatori dell'infanzia. Anief chiede che il riconoscimento venga esteso a tutto il personale scolastico.
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