Aumenti pensioni maggio 2026: personale scolastico, controllate subito qui
La conferma è arrivata direttamente dall'INPS: con il pagamento delle pensioni di maggio 2026, il personale scolastico in quiescenza vedrà un incremento del proprio assegno mensile. Un aumento che arriva dopo i conguagli già erogati ad aprile e che rappresenta una boccata d'ossigeno per migliaia di ex docenti e personale ATA.
L'incremento deriva da una duplice operazione: la riduzione delle aliquote IRPEF prevista dalla Legge di Bilancio 2026 e l'aumento delle maggiorazioni sociali per specifiche categorie di beneficiari. Due misure che, insieme, andranno a modificare gli importi netti che arriveranno sui conti correnti dei pensionati della scuola.
Quanto aumenterà la pensione: le cifre per il personale scolastico
Gli aumenti varieranno sensibilmente in base all'importo della pensione lorda annua. Per il personale scolastico con una pensione di circa 30.000 euro lordi all'anno - fascia che include molti ex docenti della primaria e parte del personale ATA - l'incremento mensile netto si attesterà tra i 5 e i 7 euro.
Chi percepisce invece una pensione annua di circa 40.000 euro lordi - categoria che comprende buona parte dei docenti di scuola secondaria - potrà contare su un aumento compreso tra i 18 e i 22 euro netti al mese. Per le pensioni più elevate, quelle intorno ai 50.000 euro lordi annui, tipiche di dirigenti scolastici o docenti con carriere particolarmente lunghe, l'incremento raggiungerà i 32-35 euro mensili.
Questi importi dipendono ovviamente dal profilo fiscale individuale di ciascun pensionato, dalle detrazioni applicate e da altre variabili che influiscono sul calcolo dell'IRPEF.
Maggiorazioni sociali: un aiuto per gli over 70
Parallelamente al taglio IRPEF, entrano in vigore anche gli incrementi delle maggiorazioni sociali. Una misura che interesserà il personale scolastico over 70 e quello in possesso di invalidità civile grave. In questi casi, l'aumento mensile sarà di circa 11 euro, portando l'importo base delle maggiorazioni a circa 20 euro al mese.
Si tratta di una misura che va ad aggiungersi agli altri benefici già riconosciuti a queste categorie e che rappresenta un sostegno concreto per chi si trova in condizioni di maggiore vulnerabilità economica.
I conguagli di aprile e la rivalutazione già in atto
È importante ricordare che l'INPS ha già provveduto, con i cedolini di aprile, ai conguagli relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo. Questo significa che eventuali arretrati sono già stati erogati, mentre da maggio l'aumento sarà visibile direttamente nell'importo mensile ordinario.
La rivalutazione provvisoria per il 2026, pari all'1,4%, è stata invece applicata già dal mese di gennaio, portando l'assegno minimo a 611,85 euro. L'incremento di maggio si configura quindi come un bonus aggiuntivo, particolarmente significativo per i pensionati con redditi medi e medio-alti del comparto scuola.
Una notizia che arriva in un momento di particolare attenzione verso il potere d'acquisto dei pensionati, categoria che include una fetta consistente di ex lavoratori della scuola italiana.
Segui NewsIstruzione su Google News
Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola