GPS 2026: portale in tilt nell'ultimo giorno, docenti bloccati. Si attende il Ministero su una possibile proroga
Proprio oggi, 16 marzo, giorno di scadenza delle domande GPS, il portale ministeriale risulta irraggiungibile stamattina. Migliaia di docenti bloccati. E il Ministero dovrà decidere il da farsi.
Era nell'aria. Chiunque abbia una minima familiarità con le scadenze ministeriali sa che il giorno dell'ultimo click utile coincide quasi sempre con qualche intoppo tecnico. Quest'anno non ha fatto eccezione: nella mattinata di oggi, lunedì 16 marzo 2026 — ultimo giorno valido per l'invio delle domande di aggiornamento GPS 2026-2028 — il portale Istanze Online del Ministero risulta irraggiungibile.
Aggiornamento ore 11:30: il portale ha ripreso a funzionare. Ma le ore di blocco hanno già creato il caos, e la domanda su una possibile proroga resta apertissima.
Cosa è successo stamattina
Il portale Istanze Online, attraverso cui migliaia di docenti precari stavano cercando di inviare la propria istanza, ha smesso di rispondere nelle prime ore della mattinata. La causa del disservizio potrebbe essere in parte legata alla concomitanza con l'apertura della procedura di mobilità docenti 2026/2027, anch'essa partita oggi: due procedimenti pesanti che insistono sulla stessa infrastruttura nello stesso momento. Un problema di pianificazione tecnica, più che un imprevisto imprevedibile.
Il risultato, però, è lo stesso per chi questa mattina si è ritrovato davanti a una pagina bianca: nessuna possibilità di inviare la domanda, nessuna certezza sui tempi di ripristino, e un orologio che continua a girare.
Il diritto di usare l'ultimo giorno esiste
C'è chi dirà — e non ha tutti i torti — che aspettare l'ultimo giorno non è mai una buona strategia. Vero. Ma questa considerazione non cambia il fatto che il diritto di utilizzare fino all'ultimo minuto la finestra disponibile esiste ed è sancito dalla stessa ordinanza ministeriale. Il fatto che il portale sia andato in tilt proprio oggi non è un problema del docente che ha atteso: è un problema dell'infrastruttura pubblica che non ha retto.
Non è la prima volta che succede. Non sarà l'ultima. E ogni volta ci si chiede perché il Ministero non preveda un margine tecnico di sicurezza per le scadenze che coinvolgono decine di migliaia di persone simultaneamente.
Proroga: a questo punto quasi inevitabile
Fino a ieri la posizione del Ministero era chiara: la scadenza regge, nessuna proroga in vista. Un orientamento comprensibile in linea di principio, soprattutto considerando la necessità di dare tempo agli Uffici Scolastici Territoriali per verificare le istanze e pubblicare le graduatorie entro luglio.
Oggi però la situazione è diversa. Se il portale è stato irraggiungibile per ore nell'ultimo giorno utile, il Ministero si trova davanti a un problema non solo tecnico ma anche giuridico: chi non ha potuto inviare la domanda per un malfunzionamento del sistema ha subito una lesione del proprio diritto di partecipazione. Non è una posizione difendibile in sede di ricorso.
Nelle prossime ore, se arriverà una comunicazione ufficiale di proroga, non sarà una concessione: sarà un atto dovuto. Vale la pena ricordare che anche nel 2024 il termine venne spostato di due settimane in presenza di circostanze straordinarie legate ai percorsi abilitativi. Un precedente che conta.
Nel frattempo, cosa fare
Per chi avesse già inviato la domanda: non c'è nulla da fare, la situazione è al sicuro. Fino alla chiusura definitiva del sistema è sempre possibile annullare l'inoltro, correggere eventuali errori e reinviare l'istanza.
Per chi non ha ancora inviato: monitorare i canali ufficiali del MIM nelle prossime ore. Se la proroga arriva, arriva all'ultimo. Se non arriva, tentare l'invio non appena il portale è stabile — il ripristino delle 11:30 sembra reggere.
La domanda vera, però, è un'altra
Al netto del down di oggi, questa procedura GPS 2026 resterà nella memoria dei docenti precari come una delle più caotiche degli ultimi anni. Tempi compressi tra la pubblicazione dell'ordinanza e la scadenza, chiarimenti ministeriali arrivati a procedura già aperta, enti certificatori in difficoltà nel gestire l'ondata di richieste per le nuove certificazioni informatiche accreditate Accredia. E oggi, per chiudere il cerchio, un portale irraggiungibile.
Ci si può chiedere se questa sequenza di problemi sia il risultato di una cattiva pianificazione o semplicemente del modo in cui funziona la macchina amministrativa italiana quando si tratta di scuola. Probabilmente entrambe le cose. Quello che è certo è che ogni anno, puntualmente, sono i docenti a pagare il prezzo di un sistema che non riesce a reggere il peso delle sue stesse scadenze.
Seguiremo gli aggiornamenti nelle prossime ore.