Si riapre la partita sulle ferie non godute per i docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno. Con un'ordinanza emessa lo scorso 27 ottobre, il Tribunale di Milano ha deciso di rimettere alla Corte di giustizia dell'Unione europea la questione legata alla regola con cui la Cassazione scala dai giorni di ferie pagabili i periodi di sospensione delle lezioni. Lo riferisce Tecnica della Scuola.

La vicenda nasce dal ricorso presentato da una docente che ha lavorato con contratti a termine nel corso degli anni scolastici 2020/21 e 2021/22, entrambi con scadenza al 30 giugno. L'insegnante sostiene di non aver goduto delle ferie maturate in quei periodi e di non aver ricevuto alcuna indicazione o invito formale da parte del dirigente scolastico per usufruirne.

Dal canto suo, il Ministero dell'Istruzione e del Merito replica applicando l'orientamento secondo cui, durante i periodi di sospensione delle lezioni, la docente avrebbe avuto la possibilità di smaltire le ferie. Di conseguenza, tali giorni andrebbero decurtati da quelli monetizzabili, a prescindere dall'invito formale da parte dell'istituto scolastico.

I dubbi del giudice e la situazione attuale

Il giudice milanese ha espresso perplessità sulla compatibilità di questo sistema con la normativa europea in materia di orario di lavoro. Al momento il testo dell'ordinanza non risulta ancora pubblicato, rendendo impossibile verificare la formulazione esatta dei quesiti sottoposti ai giudici comunitari.

Per il momento non si registrano effetti automatici: il rinvio pregiudiziale non cancella la precedente sentenza della Cassazione e la pronuncia della Corte di giustizia UE richiederà tempo. Nel frattempo, per i docenti con contratti fino al 30 giugno che non abbiano ricevuto inviti a smaltire le ferie, il consiglio pratico è quello di conservare con cura i contratti e le comunicazioni ricevute dalla scuola. Sulle ferie maturate a partire dal 7 ottobre incide inoltre quanto previsto dalla legge 174/2026.

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Fonte: Informazione Scuola