Il punto sul reclutamento dei dirigenti scolastici tra procedure che si sovrappongono, graduatorie ancora aperte, ricorsi e posti che restano scoperti. Ad analizzare la situazione del settore è Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola, intervenuto in un'intervista video per fare il punto su concorsi, mobilità interregionale e retribuzioni.
Concorsi e nuovo bando: la situazione delle graduatorie
Sul fronte del reclutamento, il ministro avrebbe manifestato l'intenzione di bandire un nuovo concorso. Tuttavia, secondo il presidente di DirigentiScuola, senza una modifica delle procedure non ci sarebbe una graduatoria in tempo utile.
- La coda del concorso ordinario conta circa 155 candidati, concentrati principalmente in Lombardia, Veneto e Piemonte.
- In Puglia, Sicilia e Campania, invece, le graduatorie risultano esaurite già da due anni.
- Il concorso riservato conta circa 1.500 partecipanti e, considerando una quota del 40% su una media di 300 posti l'anno, servirebbero tredici o quattordici anni per smaltirlo.
Critico il giudizio sugli emendamenti attualmente in discussione in Parlamento, definiti come risposte orientate alla ricerca di consenso immediato.
Le proposte e il nodo della mobilità
Per superare le criticità attuali, la proposta prevede un cambiamento del regolamento attraverso una selezione iniziale, una formazione selettiva da svolgere presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione e lo sviluppo di una vera carriera per i docenti. Come valvola di sfogo immediata viene inoltre indicato il ritorno degli incarichi di presidenza.
Rispetto all'apertura della mobilità interregionale al 100% dei posti, la posizione espressa è netta: «il 100% di zero fa zero», poiché dove mancano sedi vacanti il rientro resta impossibile. La proposta alternativa consiste nell'estendere ai dirigenti l'istituto dell'assegnazione provvisoria e nell'aumentare l'organico, sceso da circa 18.000 a poco più di 7.300 unità, tornando così al principio originario di una scuola per ogni dirigente.
Retribuzioni e arretrati
Capitolo a parte per le retribuzioni. Il contratto integrativo 2024/2025 è attualmente fermo in attesa del parere dell'Ispettorato del Ministero dell'Economia, mentre gli arretrati ammonterebbero in media a oltre settemila euro a persona.
Di fronte a questa situazione si valutano i decreti ingiuntivi e viene annunciata una mobilitazione che potrebbe arrivare allo sciopero della fame e della sete a oltranza, una prospettiva discussa all'interno della segreteria ma non ancora formalmente proclamata.
Nella parte conclusiva dell'intervista lo sguardo si è allargato all'intero sistema scolastico, affrontando temi come le classi eterogenee, l'innovazione tecnologica e la necessità di una riforma strutturale alla radice.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.




