La Federazione Gilda Unams ha proclamato uno sciopero nazionale del personale della scuola per il prossimo 20 novembre. L'annuncio è stato diffuso dal coordinatore nazionale dell'organizzazione sindacale, Vito Carlo Castellana, attraverso un appello rivolto a tutti i lavoratori del comparto.
La mobilitazione, specificano dal sindacato, nasce da motivazioni di carattere non partitico ma incentrate interamente sulle criticità che interessano il mondo dell'istruzione e sulle problematiche accumulate negli ultimi venti anni, indipendentemente dai diversi esecutivi che si sono succeduti.
Le motivazioni della protesta
Tra i punti centrali che hanno spinto alla proclamazione dello sciopero figurano i provvedimenti economici e strutturali inseriti nei provvedimenti di bilancio. Il sindacato contesta in particolare i tagli al personale previsti dalla manovra attuale, che si sommano a quelli decisi negli anni precedenti, oltre alle questioni aperte relative alla Carta Docente, al recupero dell'anno 2013, agli esami di maturità e al riordino dei settori tecnici e professionali.
- La situazione delle segreterie scolastiche, definite oberate da un eccesso di burocrazia.
- La sicurezza degli edifici scolastici e la gestione ritenuta insufficiente dei fondi del PNRR destinati all'edilizia.
- Il tema della sicurezza del personale, esposto a episodi di tensione con famiglie e studenti.
- Il livello delle retribuzioni del personale docente e ATA, definite inadeguate.
- La gestione del precariato e la mancanza di un sistema di reclutamento stabile nel tempo.
- La deriva verso una scuola definita "progettificio", a discapito della centralità della didattica e dello studio.
Con questa mobilitazione il sindacato chiede che la scuola torni al centro dell'agenda politica, domandando risorse immediate per gli interventi sugli stipendi, la messa in sicurezza degli edifici, la sburocratizzazione delle procedure e l'avvio di soluzioni strutturali per il precariato.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

