Nelle graduatorie provvisorie per l'assegnazione degli alloggi universitari in Toscana per l'anno accademico 2026/2027, oltre la metà degli studenti risultati idonei proviene da Paesi extra-Unione Europea. A sollevare la questione è la formazione studentesca Azione Universitaria, che chiede alla Regione Toscana e all'Azienda per il Diritto allo Studio Universitario (DSU) della Toscana piena chiarezza sui criteri e sulla distribuzione delle risorse.
I dati della graduatoria provvisoria
In base ai dati relativi alla graduatoria provvisoria per l'anno accademico 2026/2027, su un totale di 8.728 studenti risultati idonei al posto alloggio nei presidi della regione, 4.765 provengono da Paesi extra-Ue, rappresentando così più del 50% del totale.
Da Azione Universitaria, gruppo studentesco vicino a FdI, si precisa che si tratta di studenti idonei e non ancora di assegnazioni definitive del posto letto. Tuttavia, si sottolinea come tali cifre richiedano un'operazione di trasparenza sulle modalità di gestione. Nel contesto di Pisa, ad esempio, gli studenti extra-Ue ammontavano a 3.471 al 2025, pari a circa il 7,5% dell'intera popolazione universitaria della città.
Le richieste alla Regione Toscana e al DSU
Alla luce di questi elementi, la rappresentanza di Azione Universitaria Pisa sollecita la Regione Toscana e l'ente DSU a divulgare dati dettagliati e aggiornati.
- la provenienza precisa degli studenti beneficiari;
- l'ammontare e la destinazione delle risorse finanziarie stanziate;
- il numero delle assegnazioni effettive dei posti letto;
- la distinzione netta tra l'erogazione delle borse di studio in denaro e l'assegnazione materiale dei posti alloggio.
La posizione sul diritto allo studio e l'Isee
La formazione studentesca esprime riserve sui meccanismi di accesso e sulla valutazione economica delle famiglie italiane. Secondo quanto dichiarato da Azione Universitaria, il diritto allo studio «deve sostenere chi si trova in condizioni economiche difficili, ma non può trasformarsi in un sistema che premia gli stranieri e penalizza gli studenti italiani che, pur avendo redditi non elevati, superano le soglie previste a causa di un Isee influenzato, ad esempio, dal possesso di un immobile».
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