Una collaborazione articolata per esplorare nuove progettualità nell'ambito della formazione e della ricerca scientifica, affrontando le grandi questioni della contemporaneità tra umanesimo e tecnologia. È il percorso che ha portato alla nascita di una partnership strategica legata alla Cattedra in Filosofia e Intelligenza Artificiale all'Università Cattolica del Sacro Cuore.

L'iniziativa, sostenuta da Intesa Sanpaolo e attiva all'interno del profilo “Filosofia dell'era digitale e dell'intelligenza artificiale” nel corso di studi triennale della Facoltà di Lettere e filosofia dell'Ateneo, è stata al centro del primo incontro pubblico con la Lectio pronunciata dal professor Luca Mari, ordinario di Scienza della misurazione e titolare della Cattedra.

L'accordo quadro di collaborazione tra l'Università Cattolica e Intesa Sanpaolo prevede, oltre alla Cattedra multidisciplinare, la costituzione di tre Osservatori dedicati rispettivamente alla democrazia, al rapporto tra umanesimo e impresa, e alla demografia. Come spiegato dalla rettrice dell'Ateneo Elena Beccalli, l'obiettivo è integrare i saperi riservando un ruolo primario alle discipline umanistiche, per comprendere le implicazioni degli agenti artificiali nella vita delle persone e della società.

Dal punto di vista della partnership, Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem e Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato l'importanza di investire sulla formazione dei giovani come leva strategica per accompagnare le grandi trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali, promuovendo lo sviluppo di competenze trasversali e pensiero critico.

Nel corso dell'incontro, moderato dalla docente di Sociologia economica Ivana Pais, l'analisi si è concentrata sulle sfide antropologiche ed etiche poste dai chatbot e dai sistemi di intelligenza artificiale basati sull'addestramento. Tra le questioni centrali emerse vi è la necessità di preservare il riconoscimento del bisogno di senso, la valutazione di ciò che ha valore e l'assunzione di responsabilità verso la società, ribadendo il ruolo attivo delle istituzioni universitarie e della ricerca nell'offrire strumenti critici e chiavi interpretative.

Fonte: Il Sole 24 Ore