Esplode la protesta per l'insufficienza dei servizi di assistenza specialistica negli istituti scolastici e per i ritardi nell'erogazione delle ore previste dai Piani Educativi Individualizzati (PEI). Dalle associazioni e dai legali arrivano richieste urgenti di interventi regionali certi e di una programmazione adeguata, mentre a livello nazionale si guarda alle risorse statali dedicate.

Le famiglie di alunni con autismo o disabilità si trovano spesso a dover affrontare iter complessi, rivolgendosi ai Comuni, presentando istanze, diffide o ricorrendo alle aule giudiziarie per ottenere il riconoscimento del diritto all'assistenza specialistica. Secondo quanto evidenziato da una nota dell'avvocato Antonello Talerico riportata da Lacnews24, i bambini e i ragazzi con disabilità rischiano di diventare «gli invisibili» agli occhi di chi programma i servizi, costringendo i genitori a supplire alle carenze istituzionali.

Il nodo delle figure specialistiche e le difficoltà quotidiane

Il servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione è fondamentale per consentire agli studenti di frequentare regolarmente le lezioni, comunicare e socializzare. Tuttavia, le risposte alle richieste delle famiglie fanno spesso riferimento alla mancanza di fondi, a procedure non concluse o a ore insufficienti.

La presidente di ANGSA Cosenza, Caterina Spadafora, ha segnalato situazioni in cui i genitori sono costretti a stazionare nei pressi delle scuole per intervenire nei momenti di difficoltà dei figli. Esistono inoltre precedenti giudiziari, come il provvedimento emesso nel febbraio 2025 dal Tribunale di Catanzaro su un caso in cui a fronte di trenta ore settimanali indicate nel PEI ne erano state riconosciute appena tre, con l'ordine successivo di ripristinare il quantitativo previsto.

Le competenze e le richieste alla Regione

Mentre i docenti di sostegno fanno parte dell'organizzazione scolastica statale, l'assistenza specialistica per il primo ciclo di istruzione rientra generalmente nelle responsabilità degli enti locali, con la Regione Calabria chiamata a svolgere funzioni di programmazione, finanziamento, indirizzo e coordinamento.

La Giunta regionale ha approvato, con la delibera n. 372 del 30 giugno 2026, un Piano per il diritto allo studio del valore di circa 5,5 milioni di euro, che include fondi per l'assistenza specialistica. L'appello rivolto al presidente della Regione Roberto Occhiuto chiede di rendere pubblici i dati territoriali relativi al fabbisogno reale, alle ore inserite nei PEI, a quelle finanziate e a quelle effettivamente erogate.

Sul piano nazionale, intanto, sono previsti circa 288 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028 destinati all'assistenza all'autonomia e alla comunicazione, rendendo indispensabile un coordinamento trasparente tra Governo, Regione ed enti locali per superare i disagi e garantire continuità e regolarità all'avvio dell'anno scolastico.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale a scopo illustrativo: non ritrae persone, luoghi o istituti reali citati nell'articolo.

Fonte: lacnews24.it