Mattinata di forte tensione al liceo Leonardo di Brescia, dove la protesta studentesca per l'occupazione della scuola ha registrato momenti di scontro verbale e l'intervento delle forze dell'ordine. Come riporta Il Giorno, l'azione è iniziata con l'esposizione di uno striscione con la scritta “Leonardo occupato” all'ingresso dell'istituto.
Gli studenti promotori dell'iniziativa hanno consegnato al dirigente scolastico, Massimo Cosentino, un documento con le richieste al centro della mobilitazione: il carovita, la percentuale del 30% di studenti non italiani, l'educazione sessuoaffettiva, le condizioni dell'edilizia scolastica e i costi elevati per viaggi d'istruzione e attività extrascolastiche.
La posizione della dirigenza e la denuncia sulle intimidazioni
Il preside Massimo Cosentino ha respinto le motivazioni parlando di “solite rivendicazioni”, sottolineando che la scuola stanzia già importanti risorse per la manutenzione e che molte problematiche derivano da atti vandalici. Secondo la ricostruzione fornita dal dirigente, un gruppo di ragazzi avrebbe bloccato l'ingresso principale impedendo l'accesso ai compagni.
A seguito della situazione, la scuola ha inviato una circolare alle famiglie per chiarire che gli studenti rimasti assenti perché spaventati o intimiditi dal clima che si era creato potranno giustificare regolarmente l'assenza indicando questa motivazione.
L'intervento delle forze dell'ordine
Nonostante la contrarietà della dirigenza e di parte del corpo docente, centinaia di giovani si sono radunati nello spazio laterale dell'edificio. Davanti all'ingresso sono rimasti il dirigente, alcuni rappresentanti degli studenti e le forze dell'ordine, intervenute sul posto insieme alla Digos.
L'intenzione iniziale dei promotori era quella di dar vita a una due giorni di occupazione con laboratori, dibattiti e la sistemazione degli spazi. A mezzogiorno era stato raggiunto un accordo per far stazionare i ragazzi in auditorium e nelle aree esterne fino alle 17, ma l'intesa è saltata quando le porte della scuola sono state aperte e molti studenti hanno cercato di entrare. La situazione è rientrata con l'intervento delle forze dell'ordine, che hanno fatto uscire i partecipanti dopo che questi si erano rifiutati di rispondere alle domande sull'età.



