Un’indennità fino a 500 euro netti al mese per i docenti fuori sede, che può arrivare fino a 700 euro nelle situazioni più onerose. È la proposta avanzata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che chiede al Ministero dell'Istruzione e del Merito un intervento strutturale per far fronte ai costi legati alla mobilità professionale.
Al centro della richiesta figurano in particolare gli affitti, le spese per il trasferimento e l'impatto economico della distanza dalla famiglia sui bilanci degli insegnanti, siano essi di ruolo o a tempo determinato. Per illustrare le difficoltà quotidiane, il Coordinamento prende in esame un bilancio mensile tipo: a fronte di uno stipendio netto di 1.600 euro, una spesa compresa tra 700 e 800 euro per l'affitto, unita a 200 euro per l'alimentazione, 150 per utenze e condominio e ad almeno 100 euro per i viaggi verso casa, lascerebbe un margine ridotto per far fronte alla salute e agli imprevisti, senza contare il mantenimento di un'eventuale abitazione familiare o le spese per i figli.
A sostegno della propria posizione, il CNDDU richiama i dati diffusi da Immobiliare.it Insights nell'agosto 2026, evidenziando come i canoni medi per una stanza singola si attestino su 704 euro a Milano, 627 a Firenze e 615 a Roma. Valori che servono a dimostrare il peso dell'alloggio sul reddito disponibile rispetto a chi lavora nel proprio territorio, una disparità che secondo il Coordinamento non viene risolta dai rinnovi contrattuali.
Le richieste al Ministero
La proposta del CNDDU prevede un'indennità strutturale e progressiva legata a spese documentate e a parametri territoriali verificabili. Tra le misure sollecitate nel corso degli anni rientrano l'Indennità di Domiciliazione per il Personale Docente, il Coefficiente di compensazione della mobilità professionale e un contributo straordinario di sede fino a 400 euro mensili, a cui si affianca la richiesta di sostegni per le spese iniziali di trasferimento e di strumenti efficaci per il riavvicinamento familiare.
Nel sollevare il tema, il Coordinamento pone l'accento anche sulle crescenti responsabilità e sulle difficoltà organizzative vissute dal personale scolastico, richiamando inoltre l'attenzione sulle questioni legate alla sicurezza. L'appello finale è rivolto al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova, d'intesa con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, un intervento normativo con risorse dedicate e tempi certi, affinché il costo della presenza degli insegnanti nelle scuole non continui a gravare quasi interamente sui lavoratori.
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