Il gruppo Mobilità intercompartimentale docenti (MID) esprime forti perplessità riguardo alla notizia, circolata in questi giorni e legata alle discussioni all'Aran, di puntare a una contrattazione separata per il comparto istruzione al fine di migliorarne le condizioni.
Il MID sottolinea da sempre la gravosità della professione docente e la necessità di adeguare gli stipendi a livelli europei. Nonostante l'impegno del Governo e delle forze sindacali firmatarie nel cercare soluzioni attraverso il triplice rinnovo contrattuale ravvicinato, tale miglioramento viene giudicato insufficiente rispetto al carovita e al gap con gli stipendi europei, lasciando il personale scolastico in difficoltà nel far fronte alle spese quotidiane per una vita dignitosa.
I dubbi sulla contrattazione separata
Tra le ipotesi discusse per migliorare la situazione si guarda ad esempio alla Sanità, che avrebbe riscontrato dei benefici. Il MID evidenzia tuttavia alcune criticità a partire dai numeri, molto più esigui nel personale medico rispetto alla Scuola.
Negli ultimi lustri, ricorda il gruppo, mentre il resto del pubblico impiego ha registrato un miglioramento delle condizioni salariali, docenti e personale ATA hanno visto diminuire il proprio potere d'acquisto. Sono inoltre emerse altre differenze rispetto alla restante PA, come l'assenza dei buoni pasto, l'impossibilità di usufruire dello smartworking e il blocco della mobilità intercompartimentale.
Secondo il MID, le scelte di natura economica derivano in prima battuta da politiche di contenimento della spesa e vincoli di bilancio imposti a livello europeo, che non considerano l'Istruzione come il motore centrale della crescita della società ma come un comparto dai costi elevati, a causa dei circa un milione e duecentomila lavoratori.
Il rischio di isolamento per il comparto
Senza un cambiamento di prospettiva sull'importanza dell'Istruzione, secondo il gruppo diventa difficile sperare che una contrattazione separata possa determinare miglioramenti economici per una categoria in affanno. Il rischio paventato è che si tratti di un ostacolo normativo per legittimare il blocco della mobilità intercompartimentale e che gli stipendi del personale scolastico non ricevano nemmeno gli adeguamenti del resto della PA.
Per il MID, una scelta di questo tipo rischierebbe di ampliare il divario esistente e di frantumare in maniera definitiva l'eguaglianza tra i comparti della pubblica amministrazione, isolando il comparto istruzione sia dal punto di vista economico sia da quello giuridico.



