L'attenzione degli investigatori si concentra sulla presenza di gruppi organizzati estranei alle rivendicazioni scolastiche dopo le tensioni registrate durante le manifestazioni degli studenti in diverse città italiane. Accanto ai giovani scesi in piazza per chiedere interventi e risorse per l'istruzione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato da Tgcom24, si sono mossi elementi dell'antagonismo che avrebbero innescato provocazioni e momenti di scontro con le forze dell'ordine.

I disordini a Torino e gli accertamenti della questura

La situazione più critica si è verificata a Torino nella giornata di venerdì 16 ottobre, teatro di brevi ma violenti scontri tra manifestanti e cordoni di sicurezza.

  • 50 persone identificate a seguito dei disordini nel capoluogo piemontese;
  • 3 minorenni fermati durante le fasi di contenimento del corteo.

Secondo le ipotesi investigative, all'interno dei cortei avrebbero agito soggetti noti alle forze dell'ordine per precedenti azioni di piazza, inseritisi nelle manifestazioni con l'obiettivo specifico di cercare il contatto con gli schieramenti di polizia.

Azioni e tensioni in altre città

Episodi di tensione e danneggiamenti sono stati segnalati anche in altre piazze della penisola. A Roma sono stati indirizzati petardi e bombe carta contro la sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito. A Verona sono stati incendiati cassonetti della spazzatura lungo i percorsi del corteo, mentre in altre manifestazioni cittadine sono state bruciate bandiere di Israele e degli Stati Uniti.

Le indagini proseguono attraverso l'esame dei filmati delle telecamere di videosorveglianza per accertare le singole responsabilità e verificare la consistenza delle infiltrazioni esterne al movimento studentesco.