Il ripristino del latino nella scuola secondaria di primo grado trova il parere favorevole di Anief, ma a patto che l'operazione non si traduca in tagli alle altre discipline o in un sovraccarico per gli insegnanti. Per scongiurare questo scenario, l'organizzazione sindacale ha depositato una proposta di modifica al decreto Scuola 170/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 settembre.

La proposta di modifica al decreto Scuola

Nel testo attuale del provvedimento, l'avvio delle lezioni di latino viene rimesso alla disponibilità delle singole istituzioni scolastiche e dei territori. Secondo il sindacato, questa impostazione rischia di accentuare i divari tra istituti, penalizzando le realtà scolastiche prive di docenti o di margini organizzativi sufficienti.

L'emendamento formulato da Anief punta a modificare il comma 2 del decreto, chiedendo di sopprimerne l'ultimo periodo e di inserire un richiamo ai fondi da stanziare tramite la prossima Legge di bilancio.

Nella motivazione tecnica che accompagna la proposta.

«Il reperimento di risorse aggiuntive è indispensabile affinché l’introduzione del latino non determini una riduzione delle ore destinate alle altre discipline, un aggravio dei carichi di lavoro del personale docente o un ampliamento delle attività a parità di organico, ma costituisca un effettivo arricchimento dell’offerta formativa».

Il rischio di disparità sul territorio

La richiesta di copertura economica è legata anche alla necessità di assicurare a tutti gli alunni pari opportunità, a prescindere dall'istituto in cui sono iscritti. Senza fondi mirati, l'insegnamento rischierebbe di decollare unicamente nelle scuole che già dispongono dell'organico necessario.

«assicurare condizioni uniformi di accesso al nuovo insegnamento sul territorio nazionale, evitando che la sua concreta attuazione sia rimessa esclusivamente alla disponibilità di organico e alle capacità organizzative delle singole istituzioni scolastiche».

Per l'associazione, l'investimento finanziario è l'unico strumento in grado di garantire «l'effettività della misura, la qualità dell'insegnamento e l'equità del sistema nazionale di istruzione».

Pacifico: un valore culturale che va oltre i licei

Sul significato formativo della materia è intervenuto il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico.

«Tutti coloro che hanno studiato il latino sanno quanto il latino risulti importante per la comprensione della lingua italiana e che fosse lingua abituale di cultura prima dell'inglese fino a due secoli fa».

Pacifico ha quindi ribadito la posizione favorevole al reinserimento della disciplina.

«Ben venga, dunque, il suo ritorno in classe, a partire dalla secondaria di primo grado. Tuttavia, la verità è che bisognerebbe reintrodurre lo studio utile del latino a scuola non soltanto per chi vuole continuare nei licei la sua formazione, ma soprattutto per comprendere meglio la civiltà da cui deriviamo e in cui viviamo».

La proposta passa adesso al vaglio delle aule parlamentari, dove si discuterà la conversione del decreto e l'eventuale reperimento della necessaria copertura finanziaria.