Il Segretario nazionale della UIL Scuola, Roberto Garofani, è intervenuto mercoledì 15 ottobre in audizione presso la 7ª Commissione del Senato della Repubblica, nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 30 settembre 2026, n. 170, noto come Decreto scuola.

Nel corso dell'audizione, il sindacato ha illustrato le proprie valutazioni e richieste di modifica al provvedimento, evidenziando sia gli aspetti positivi sia le criticità che richiedono un intervento del Parlamento.

Valutazione generale e richieste sugli organici

La UIL Scuola ha riconosciuto che il decreto recepisce in parte alcune delle questioni poste dal sindacato nel confronto con il Ministero. Tuttavia, secondo l'organizzazione, il provvedimento lascia aperte criticità rilevanti.

  • Il recupero di ore curricolari nell’istruzione tecnica per gli elementi di base e caratterizzanti rispetto alla legge 5 giugno 2025, n. 79, pur rilevando una riduzione radicale delle ore rispetto al previgente ordinamento (DPR 88/2010), che rende necessari interventi a garanzia delle discipline e dei posti di lavoro per evitare soprannumerarietà.
  • Il carattere strutturale dell’accesso ai percorsi abilitanti per le categorie individuate e la possibilità di scorrimento delle graduatorie dei Funzionari dell’Elevata Qualificazione con incarico di DSGA.

Il sindacato ha inoltre ribadito la netta contrarietà al tetto del 30% previsto per determinate categorie di alunni con cittadinanza non italiana, sottolineando che le difficoltà linguistiche e la complessità delle classi richiedono più docenti di italiano L2, mediatori linguistico-culturali e classi meno numerose.

Inclusione e ore di sostegno

Sul fronte dell'inclusione scolastica, la UIL Scuola si è soffermata sull'articolo 1 del decreto, che stabilisce il termine perentorio del 15 ottobre per la redazione e l’approvazione del PEI (Piano educativo individualizzato) definitivo per gli alunni di nuova iscrizione o nuova certificazione.

Pur comprendendo l'intento di accelerare le procedure, il sindacato ritiene che tale vincolo temporale ignori la concreta realtà organizzativa delle scuole. Molti docenti di sostegno vengono infatti nominati a settembre tramite contratti a tempo determinato, attingendo da GPS, graduatorie d'istituto o interpelli nazionali, e prendono servizio a ridosso o oltre la data del 15 ottobre. Per questo motivo, la UIL Scuola ha chiesto di consentire, in via transitoria per il corrente anno scolastico, una deroga a tale termine.

Risorse, orientamento e formazione

  • Orientamento e dispersione: il rifinanziamento di 70 milioni di euro (30 nel 2026 e 40 nel 2027) per le attività di orientamento e tutoraggio viene giudicato utile, ma il sindacato chiede criteri di riparto trasparenti e attenzione alle scuole con maggiore rischio di abbandono.
  • Digitalizzazione: i 14 milioni di euro nel biennio per il programma SIDI richiedono il coinvolgimento del personale di segreteria per evitare adempimenti paralleli e duplicazioni.
  • Latino facoltativo: l'introduzione del latino facoltativo dalla seconda classe della secondaria di primo grado, prevista dal 2027-2028, richiede docenti con i giusti requisiti, tempi di lavoro definiti e una copertura dedicata per evitare prestazioni non remunerate.
  • Libri di testo: l'incremento di 21 milioni di euro nel 2026 viene valutato positivamente, ma il sindacato evidenzia che una parte consistente deriva dalla riduzione di fondi preesistenti e chiede priorità per le famiglie più fragili.