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Cgil contro l'Esercito: "Stop alle conferenze militari nelle superiori"

La Flc-Cgil Emilia-Romagna chiede all'Ufficio scolastico regionale di interrompere la convenzione per le conferenze di orientamento dell'Esercito nelle superiori e invita le scuole alla disobbedienza per fare educazione alla pace.

Vincenzo Schirripa 15 ottobre 2026 · 06:06 2 min di lettura

La Flc-Cgil dell'Emilia-Romagna torna all'attacco sul rapporto tra scuola pubblica ed Esercito, chiedendo all'Ufficio scolastico regionale di interrompere la convenzione che porta le conferenze di orientamento militare nelle classi delle superiori. Il sindacato invita gli istituti a una forma di "disobbedienza" per privilegiare percorsi di educazione alla pace e alla cittadinanza democratica.

La nota dell'Esercito e i numeri dell'anno scorso

Lo scorso 23 settembre, come riporta Il Resto del Carlino, il Comando militare dell'Esercito Emilia-Romagna ha diffuso una nota — pubblicata anche sul sito dell'Ufficio scolastico regionale — per proporsi nuovamente alle scuole secondarie di secondo grado. L'iniziativa, già attiva da diversi anni, prevede due percorsi distinti: per gli studenti del primo e del secondo anno l'illustrazione delle modalità di ammissione e dell'offerta formativa delle Scuole Militari di Napoli e Milano; per le classi quarte e quinte la presentazione dell'Accademia Militare, della Scuola Sottufficiali e delle altre opportunità di impiego nella Forza Armata.

Secondo i dati evidenziati nella nota del Comando, nell'anno scolastico precedente l'attività ha raggiunto 2.899 studenti in tutto il territorio regionale. Gli incontri, della durata di circa un'ora, prevedono esposizioni intervallate da videoclip e puntano sull'interazione e sul racconto di esperienze personali, in Italia e all'estero.

La posizione della Flc-Cgil: «La scuola educa alla pace»

La federazione regionale dei lavoratori della conoscenza contesta nel merito l'iniziativa. «La scuola educa alla pace, non prepara alla guerra: non condividiamo che la scuola pubblica venga utilizzata per promuovere le carriere militari e il reclutamento dei giovani a partire già dalle prime classi», afferma il sindacato. La Flc denuncia inoltre una contraddizione: mentre si stipulano convenzioni con l'Esercito per «promuovere, nei fatti, l'arruolamento degli studenti e prepararli alla guerra», si «censura chi tratta temi scottanti e di grande attualità come per esempio quanto sta avvenendo in Palestina, si denunciano gli insegnanti che invitano Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi e si vorrebbe imporre pure il contraddittorio quando si parla di Resistenza».

Il precedente dell'Università di Bologna

La tensione attuale si inserisce in un solco già tracciato nel dicembre di un anno fa, quando l'Università di Bologna aveva rinunciato ad attivare un corso di Filosofia per i cadetti dell'Accademia militare di Modena a seguito delle contestazioni dei collettivi studenteschi. Il sindacato scuola rilancia ora la mobilitazione a livello secondario, chiedendo alle scuole di non ospitare le conferenze e di organizzare al loro posto attività dedicate alla pace e alla cooperazione.

Tags: sindacati orientamento pace
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