Dare la possibilità agli insegnanti e agli operatori amministrativi, tecnici e ausiliari di cambiare amministrazione pubblica tramite domanda di trasferimento. Questo è il traguardo che il sindacato Anief punta a centrare presentando un emendamento nel corso dell'iter di conversione in legge del decreto-legge 170/2026.
L'organizzazione sindacale riaccende i riflettori sul tema della mobilità intercompartimentale, domandando che anche il comparto scuola sia messo nelle condizioni di accedere ai passaggi verso enti pubblici e ministeri differenti, scongiurando l'obbligo di dimettersi dal pubblico impiego per chi desidera cambiare mansioni.
"Non si comprende per quale ragione ai docenti e al personale Ata debba essere preclusa la possibilità di spostarsi su altre pubbliche amministrazioni", afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.
L'intento dichiarato della sigla sindacale è colmare una differenza di trattamento nei confronti delle altre categorie di lavoratori statali.
"È una facoltà che in altri comparti è stata introdotta per legge da diversi anni. Ancora una volta, non comprendiamo per quale motivo il personale scolastico debba essere trattato come figlio di un dio minore".
L'eventuale via libera all'istanza di mobilità non determinerebbe comunque un passaggio immediato o automatico. Saranno infatti i dettagli della nuova normativa a stabilire criteri, requisiti e procedure operative.
L'iniziativa prende le mosse anche dai paletti evidenziati dagli uffici competenti. Attraverso la nota diffusa il 18 febbraio 2026 e incentrata su comandi e mobilità tra comparti differenti, l'Ufficio scolastico regionale per il Lazio ha evidenziato le restrizioni normative che frenano il personale della scuola, richiamando nello specifico il comma 47 dell'articolo 1 della legge 311/2004 oltre alle direttive ministeriali risalenti al 2015.
Il nodo centrale risiede proprio nel vincolo che lega tali procedure di mobilità alle facoltà assunzionali dei settori coinvolti. Su questo aspetto specifico si concentra la richiesta di modifica avanzata dall'Anief, che punta a rimuovere l'ostacolo per consentire ai lavoratori scolastici di concorrere per un impiego in differenti amministrazioni.
Il veicolo normativo scelto per l'inserimento della misura è l'iter parlamentare del Decreto Scuola. L'esame del disegno di legge 2053 ha preso il via il 7 ottobre all'interno della Commissione Cultura di Palazzo Madama, mentre il calendario dei lavori fissa alle ore 12 di martedì 20 ottobre il termine ultimo per il deposito di ordini del giorno e proposte emendative.
Il sindacato punta a sfruttare questa finestra temporale per inserire il tema nel dibattito legislativo. Nel frattempo, per i lavoratori della scuola non subentrano variazioni immediate: l'effettiva apertura delle procedure di trasferimento verso altri enti dipenderà esclusivamente dall'eventuale ok definitivo alla modifica della legge.