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Università alla Padula: 1,2 milioni per 10 studenti, Mirabella contesta i conti

Il consigliere Mirabella critica l'avvio del corso di ingegneria a Carrara: 1,2 milioni di investimenti per soli 10 iscritti al primo anno. Chiesti chiarimenti su sostenibilità e ricaduta territoriale.

Vincenzo Schirripa 13 ottobre 2026 · 06:01 2 min di lettura

Il consigliere comunale di opposizione Filippo Mirabella solleva forti dubbi sulla sostenibilità del nuovo corso triennale di ingegneria dell'Università di Pisa attivato alla Padula di Carrara. Secondo quanto riporta La Nazione, i numeri della partenza — una decina di iscritti al primo anno a fronte di impegni finanziari quantificati in oltre 1,2 milioni di euro — mettono in discussione la valutazione preventiva della domanda potenziale e l'equilibrio tra investimento e ritorno per il territorio.

I numeri dell'investimento

Durante l'ultimo consiglio comunale, la sindaca Serena Arrighi ha illustrato il piano economico-finanziario dell'operazione. Gli impegni già quantificati ammontano a 1 milione e 249mila euro.

A queste voci si aggiungono contributi annuali, spese di gestione, utenze e servizi, mentre ulteriori stanziamenti dovranno essere definiti in seguito. Il Comune si è inoltre impegnato a mettere a disposizione la struttura, curarne la manutenzione, le utenze, le pulizie, il portierato e versare un contributo annuo di 75mila euro.

«Dividendo questa cifra, puramente come dato matematico, per i dieci iscritti iniziali, si arriva a circa 124.912 euro per studente», osserva Mirabella. Il consigliere precisa che il calcolo serve a evidenziare il rapporto tra investimento e risposta iniziale, non a rappresentare il costo effettivo per studente, ma lo considera indicativo della necessità di verificare le prospettive dell'iniziativa. «Partire con dieci iscritti non è semplicemente un dato aneddotico», sostiene, «ma è un dato che mette in discussione la valutazione preventiva della domanda potenziale».

Spazi culturali e ricaduta sul territorio

Le osservazioni si estendono alla riorganizzazione degli spazi della Padula. Secondo Mirabella, la destinazione degli ambienti ad aule e laboratori universitari ha compresso le funzioni del Carmi, istituzione culturale sostenuta da finanziamenti regionali. Una scelta che, a suo giudizio, impone di valutare l'equilibrio tra offerta culturale e ritorno formativo.

Il consigliere chiede all'amministrazione di valutare i primi dati e di chiarire quanti dei dieci studenti siano residenti a Carrara, elemento che aiuterebbe a misurare la ricaduta concreta del corso sul territorio. «Il sogno di fare di Carrara un polo universitario attrattivo — conclude — rischia di rimanere una promessa ancora tutta da dimostrare».

Tags: cronaca universita massa carrara
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