Il rientro tra i banchi di scuola di questo settembre 2026 coincide con l'attenzione rivolta ai dati del rapporto OCSE PISA, l'indagine internazionale che misura le competenze degli studenti quindicenni. È possibile consultare i risultati ufficiali consolidati e i rapporti di approfondimento sul portale dell'INVALSI o direttamente sul sito ufficiale dell'OCSE.
Cosa misurano i test PISA
Il Programma per la Valutazione Internazionale degli Studenti non si limita a verificare le nozioni apprese, ma valuta la capacità degli adolescenti di applicare le proprie conoscenze a situazioni concrete del mondo reale. L'obiettivo è comprendere se i ragazzi possiedano le competenze chiave necessarie per l'integrazione sociale ed economica una volta terminato l'obbligo scolastico.
Le ultime rilevazioni ufficiali disponibili, relative al ciclo PISA 2022, hanno evidenziato come i livelli medi di performance siano stati tra i più bassi osservati dall'inizio della rilevazione. Un quindicenne su cinque, nell'area OCSE, è risultato a basso rendimento in matematica, scienze e lettura, con un calo medio registrato tra il 2015 e il 2022 che equivale a circa un anno di scolarizzazione. Le analisi relative al ciclo 2025 sono attualmente in fase di elaborazione, con i risultati attesi tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027.
I risultati dell'Italia: luci e ombre
Basandosi sui dati dell'ultimo ciclo ufficiale, il 2022, l'Italia mostra un posizionamento in linea con la media OCSE in lettura (482 punti contro 476) e leggermente inferiore in matematica (471 punti contro 472), mentre nelle scienze i risultati sono sostanzialmente stabili. Tali dati, che distinguono chiaramente le performance consolidate dalle proiezioni future, offrono una base per le politiche scolastiche in attesa dei nuovi esiti.
- Divari territoriali: La percentuale di studenti che non raggiunge il livello minimo di competenze in matematica è del 21,9% nel Nord-Ovest, mentre sale al 44% nel Sud.
- Differenze tra indirizzi: Nei licei, il 91% degli studenti raggiunge le competenze di base in lettura, una quota che scende al 40% negli istituti professionali.
- Differenze di genere: Le ragazze superano i ragazzi di 28 punti nella lettura, mentre la tendenza si inverte in matematica e nel problem solving computazionale, dove i ragazzi hanno un vantaggio rispettivamente di 17 e 22 punti.
Le sfide del futuro e il ruolo delle competenze
Il calo delle prestazioni non è privo di conseguenze. Come sottolineato da Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children, la minore preparazione in materie chiave incide sulla qualità della cittadinanza e sulla competitività economica del Paese. La necessità di investimenti strutturali e stabili nel tempo appare, secondo l'analisi, come la priorità per garantire un'istruzione di qualità a prescindere dal contesto socio-economico di provenienza.
Il rapporto evidenzia come la capacità di comprendere un testo e valutarne l'affidabilità — o di saper interpretare dati semplici e grafici — sia una competenza indispensabile per navigare in un mondo del lavoro sempre più orientato verso le discipline STEM e l'intelligenza artificiale. La distrazione digitale, l'uso massiccio dei device e una minore abitudine alla lettura per piacere vengono indicati come alcuni dei fattori che hanno contribuito al calo delle performance in lettura.
In un contesto in cui la trasformazione del mercato del lavoro richiede un aggiornamento costante delle competenze, la scuola è chiamata a una riflessione profonda sulle proprie metodologie didattiche per preparare le nuove generazioni a governare, anziché subire, le innovazioni tecnologiche in atto. Per approfondimenti sulle tematiche di orientamento e formazione.
Fonte: Alley Oop




