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Scuola

Scuole paritarie 0-6: il nodo del finanziamento e il rischio chiusure

27 settembre 2026 di Francesco Perrone

Il sistema integrato di educazione e istruzione da zero a sei anni si trova di fronte a una sfida cruciale per la sua sostenibilità. Le associazioni di categoria che rappresentano le scuole paritarie hanno riacceso in questi giorni il dibattito sul sottofinanziamento del settore, denunciando il rischio concreto di chiusura per numerose realtà educative, con un impatto particolarmente critico nei piccoli comuni italiani.

Al centro delle preoccupazioni vi è la tenuta economica di strutture che, pur svolgendo una funzione pubblica fondamentale, faticano a coprire i costi di gestione. La richiesta avanzata dagli enti gestori è univoca: un intervento strutturale volto all'aumento del fondo nazionale destinato al sistema 0-6. L'obiettivo dichiarato non è solo la sopravvivenza delle singole istituzioni, ma la garanzia di una reale gratuità del servizio per le famiglie meno abbienti, un traguardo ancora lontano in molte aree del Paese.

Il ruolo delle scuole paritarie nel sistema 0-6

Il sistema integrato 0-6 anni, istituito per garantire continuità educativa tra nidi e scuole dell'infanzia, poggia in larga misura sull'apporto delle scuole paritarie. In molti contesti territoriali, specialmente nei piccoli centri dove l'offerta statale è assente o numericamente insufficiente, queste strutture rappresentano l'unico presidio educativo disponibile per le famiglie.

Tuttavia, la sostenibilità di questo modello è messa a dura prova da un quadro di risorse che le associazioni definiscono insufficienti. Il timore espresso dagli operatori del settore è che, in assenza di un incremento delle risorse statali, il peso economico dei costi di gestione continui a gravare pesantemente sulle rette pagate dalle famiglie, limitando di fatto l'accesso ai servizi educativi per le fasce di popolazione a basso reddito.

La richiesta di un fondo nazionale

La questione è stata sollevata con forza in queste ultime ore. La richiesta di un potenziamento del fondo nazionale si inserisce in un dibattito strutturale riguardante il "Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione 0-6", istituito dal D.Lgs. 65/2017, che disciplina il riparto annuale delle risorse tra le Regioni per il potenziamento dei servizi educativi.

Il monitoraggio e l'assegnazione dei fondi per l'anno 2026 seguono i criteri stabiliti dai decreti ministeriali di riparto, consultabili direttamente sul portale ufficiale del MIM dedicato al sistema integrato 0-6.

La preoccupazione degli operatori è che, senza una revisione dei criteri di finanziamento e un incremento delle dotazioni, il sistema rischi una contrazione che colpirebbe in modo indiscriminato le realtà più fragili, ovvero quelle situate in zone periferiche o piccoli comuni, dove i margini di manovra economica sono estremamente ridotti.

Il dibattito rimane aperto, in attesa di capire quali saranno le prossime mosse dell'amministrazione e se le istanze presentate dalle associazioni troveranno spazio nelle agende di governo per la prossima programmazione finanziaria. La stabilità del sistema 0-6, pilastro per l'educazione precoce, resta un tema centrale per l'intero comparto istruzione.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito mim.gov.it.

Tags: scuola cronaca scuole paritarie
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