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Sindacati

Lingua curda nelle scuole: la FLC CGIL scrive al Consolato siriano

17 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

La FLC CGIL ha formalizzato una richiesta di intervento urgente indirizzata al Console della Repubblica Araba di Siria a Roma, sollevando serie preoccupazioni in merito alle segnalazioni riguardanti la gestione dell'insegnamento della lingua curda nelle scuole del Nord e dell'Est della Siria. La missiva, consultabile integralmente sul sito ufficiale della FLC CGIL, evidenzia come tali criticità rappresentino, secondo il sindacato, una minaccia al diritto all'istruzione e alla stabilità professionale degli educatori coinvolti.

L'iniziativa, promossa in sinergia con la federazione internazionale Education International, nasce in seguito alle segnalazioni giunte dall'Unione degli Insegnanti nel Nord e nell'Est della Siria (UTNES). Il sindacato locale ha denunciato come le attuali dinamiche relative agli spazi linguistici e culturali stiano generando un clima di forte incertezza tra il corpo docente e le comunità studentesche della regione. Per un quadro aggiornato sulla situazione umanitaria e sul contesto scolastico nell'area, è possibile consultare i rapporti periodici pubblicati dall'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR).

La mobilitazione degli insegnanti

La questione ha già provocato reazioni concrete sul territorio. Negli ultimi giorni, gli insegnanti della regione di Hasakah hanno espresso pubblicamente la propria preoccupazione per rivendicare l'importanza del plurilinguismo e richiedere l'apertura di un tavolo di confronto istituzionale. La protesta mira a contrastare decisioni che, secondo i sindacati, sono state adottate senza una consultazione preventiva con i rappresentanti del mondo dell'istruzione.

La posizione di Gianna Fracassi

La Segretaria Generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha espresso nella missiva inviata al Consolato la ferma convinzione che l'accesso all'istruzione nella propria lingua madre sia un pilastro imprescindibile per la coesione sociale e la costruzione di un percorso democratico. Il sindacato sottolinea come l'investimento fatto negli anni in termini di curricula, materiali didattici e formazione pedagogica rischi di essere vanificato in assenza di un adeguato dialogo istituzionale.

L'azione si inserisce in un impegno internazionale più ampio che vede la FLC CGIL costantemente al fianco delle organizzazioni sindacali che operano in contesti di crisi per la difesa del lavoro dignitoso e dei diritti educativi. L'obiettivo dichiarato resta quello di favorire soluzioni che, basate su evidenze e consultazioni, garantiscano la sostenibilità del sistema scolastico siriano e il mantenimento della fiducia tra istituzioni, docenti e studenti.

In attesa di un riscontro ufficiale alle richieste avanzate, il sindacato conferma la propria vicinanza ai colleghi della UTNES, ribadendo che solo attraverso il confronto sociale è possibile costruire politiche educative efficaci e rispettose delle diversità culturali e linguistiche. Si ricorda inoltre che, per chi fosse interessato a tematiche di aggiornamento professionale e normativa scolastica.

Tags: sindacati ministero istruzione diritti
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