Con l'inizio delle lezioni di questo settembre, l'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM) ha rivolto un accorato appello, diffuso anche tramite il comunicato ufficiale dell'UNCEM, affinché non si disperda il valore sociale e didattico delle scuole situate nei territori montani e nelle aree interne del Paese. Il messaggio dell'associazione sottolinea come i piccoli plessi di montagna rappresentino una risorsa educativa preziosa per alunni e famiglie, oltre che un presidio irrinunciabile per la tenuta demografica e civile delle comunità locali.

Il valore educativo delle piccole scuole di periferia

Nelle parole diffuse dall'associazione in occasione della riapertura dei cancelli scolastici, frequentare una scuola in montagna viene descritto come una vera e propria opportunità formativa, capace di trasmettere valori profondi legati al territorio e alla convivenza. Il saluto dell'Uncem è rivolto in particolar modo ai bambini che muovono i primi passi nella scuola primaria, per i quali l'esperienza scolastica tra le terre alte si configura come un percorso speciale d'apprendimento.

Per richiamare l'attenzione sull'insegnamento offerto dall'ambiente naturale e dai contesti montani, l'associazione ha citato una celebre riflessione di Goethe: «La montagna è una maestra muta che crea discepoli silenziosi». Un'espressione che rimarca come la montagna sia in grado di formare giovani generazioni con discrezione e profondità, offrendo contesti di crescita ricchi di relazioni umane e vicinanza alle realtà locali.

L'appello alle istituzioni e al Ministero

L'Uncem chiede una presa di coscienza diffusa a tutti i livelli istituzionali.

  • Lo Stato centrale e le sue diramazioni periferiche, chiamati a valutare la scuola di montagna non con mere metriche contabili, ma secondo il suo impatto sociale;
  • Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, a cui si chiede un'attenzione specifica verso le peculiarità dei territori orograficamente complessi;
  • I Dirigenti scolastici, affinché valorizzino l'autonomia e la continuità didattica nei plessi periferici, favorendo il dialogo e l'ascolto delle esigenze locali.

L'associazione rileva con rammarico come talvolta il mondo degli adulti e la burocrazia istituzionale fatichino a comprendere le esigenze specifiche delle terre alte e mostrino resistenza al confronto aperto, al contrario dei più giovani che affrontano il percorso scolastico con entusiasmo e apertura al dialogo.

Oltre sessant'anni di rappresentanza per le terre alte

L'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani rappresenta da oltre sessant'anni la voce unitaria dei Comuni interamente o parzialmente montani, delle Comunità montane e delle Unioni di Comuni montani in Italia. L'impegno sul fronte dell'istruzione si inserisce all'interno di una battaglia storica contro lo spopolamento e l'impoverimento dei servizi essenziali nelle aree interne.

Garantire il funzionamento dei plessi scolastici nelle vallate e nei borghi ad alta quota costituisce la condizione imprescindibile per permettere alle famiglie di continuare ad abitare i territori montani. La chiusura o l'accorpamento indiscriminato delle classi rischia infatti di innescare un circolo vizioso che porta alla progressiva desertificazione humana e sociale di intere zone del Paese.

Cosa serve alle scuole di montagna

Per assicurare un futuro solido alle scuole dei piccoli Comuni montani.

  • Stabilità dell'organico: garantire ai plessi periferici una continuità del personale docente per evitare il continuo avvicendamento annuale degli insegnanti;
  • Flessibilità organizzativa: valorizzare le specificità didattiche delle pluriclassi e dei piccoli gruppi;
  • Infrastrutture e trasporti: sostenere i collegamenti e la digitalizzazione per garantire pari opportunità di accesso all'innovazione e alle risorse didattiche.

La sfida per i prossimi mesi sarà dunque quella di tradurre i saluti e gli auguri di buon anno scolastico in azioni concrete di supporto, affinché ogni studente, a prescindere dall'altitudine o dalla distanza dalle grandi città, possa godere del medesimo diritto allo studio in un ambiente sicuro e valorizzato.