A poche ore dal suono della prima campanella dell'anno scolastico 2026/2027, prevista per domani lunedì 14 settembre in gran parte d'Italia, la macchina amministrativa delle scuole è ancora in piena attività. Nonostante i turni di nomina effettuati nelle scorse settimane, molti istituti si trovano a dover fronteggiare una carenza di organico dell'ultimo minuto per quanto riguarda il personale ATA. Tra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, si registrano ancora posti vacanti in diverse province per garantire la piena operatività dei plessi.
Il problema principale che sta rallentando il completamento degli organici è legato al fenomeno delle rinunce. Molti candidati che hanno ricevuto una proposta di incarico a tempo determinato, spesso lontano dalla propria residenza o per spezzoni orari ridotti, hanno scelto di non accettare, costringendo gli uffici a far scorrere ulteriormente le graduatorie o a rimettere i posti a disposizione per le chiamate dirette delle scuole.
La situazione nelle province: i casi di Ravenna e Modena
La criticità non è uniforme su tutto il territorio nazionale, ma si concentra in particolari aree dove il numero di posti rimasti vacanti dopo le immissioni in ruolo e i primi turni di supplenza rimane significativo. Secondo i dati forniti dalle principali sigle sindacali, come la FLC CGIL e la CISL Scuola, la situazione nelle province emiliane e romagnole è emblematica. Per monitorare le disponibilità residue e i decreti di nomina, è necessario consultare costantemente gli albi pretori sui siti ufficiali dell'UST di Ravenna e dell'UST di Modena.
A Ravenna, ad esempio, a fronte di un numero imponente di contratti a tempo determinato già sottoscritti, restano ancora scoperti posti nei profili di collaboratore scolastico, essenziali per garantire l'apertura, la pulizia e la sorveglianza delle scuole. Anche a Modena la pressione sugli uffici scolastici è altissima: con migliaia di incarichi già assegnati, si registrano continue rettifiche dovute a errori materiali o a rinunce improvvise, che creano disagi logistici non indifferenti sia ai lavoratori che alle segreterie scolastiche.
In questo contesto, il ruolo del personale ATA si conferma fondamentale. Come dimostra la cronaca recente, la stabilizzazione di queste figure può arrivare anche in età avanzata: è il caso di un collaboratore scolastico a Macerata che, dopo anni di precariato e la prima chiamata nel 2020, ha firmato proprio in questi giorni il contratto a tempo indeterminato a 58 anni. Una testimonianza di come la resilienza nel mondo della scuola sia spesso una dote necessaria.
Come funzionano le chiamate per i posti residui
Esauriti i turni di nomina gestiti a livello provinciale dagli Uffici Scolastici Territoriali (UST), la competenza per la copertura dei posti che rimangono vacanti passa ai singoli Dirigenti Scolastici. Questi attingono dalle Graduatorie d'Istituto (GI) di prima, seconda e terza fascia.
- Prima fascia: comprende il personale inserito nelle graduatorie permanenti provinciali (i cosiddetti "24 mesi").
- Seconda fascia: elenchi ad esaurimento per alcuni profili specifici.
- Terza fascia: la fascia più numerosa, aggiornata nel 2024 e valida fino al 2027, che accoglie chi possiede i titoli di accesso ma non ha ancora maturato i 24 mesi di servizio.
Qualora le graduatorie d'istituto dovessero risultare esaurite, le scuole procedono alla pubblicazione di specifici avvisi di interpello. Questa procedura ha ufficialmente sostituito la vecchia Messa a Disposizione (MAD): gli aspiranti che non hanno trovato posto tramite graduatoria devono quindi consultare i siti istituzionali delle singole scuole o l'apposita sezione sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) per rispondere a tali avvisi.
Le scuole inviano le convocazioni tramite e-mail o messaggi certificati agli aspiranti presenti in graduatoria. È fondamentale che i candidati monitorino costantemente la propria casella di posta elettronica, poiché i tempi di risposta richiesti sono solitamente molto brevi, spesso limitati a 24 o 48 ore, per consentire l'immediata presa di servizio.
L'importanza della formazione e dei titoli
In un mercato del lavoro scolastico così competitivo, avere un punteggio alto in graduatoria fa la differenza tra lavorare tutto l'anno o restare in attesa di una supplenza breve. Per chi non è riuscito a ottenere un incarico in questa fase, il consiglio è quello di sfruttare i prossimi mesi per migliorare il proprio profilo professionale attraverso il conseguimento di certificazioni informatiche o titoli di studio aggiuntivi valutabili.
Per chi desidera orientarsi nel complesso sistema dei punteggi e delle certificazioni, può essere utile rivolgersi a un servizio di consulenza specializzato per i corsi del personale ATA, che permette di individuare i percorsi formativi più adatti alle proprie esigenze (servizio a pagamento con consulente).
Cosa controllare adesso
Per chi è ancora in attesa di una chiamata.
- Consultare l'Albo Pretorio del sito web dell'Ufficio Scolastico Territoriale della propria provincia per verificare gli ultimi bollettini delle nomine e le disponibilità residue.
- Monitorare costantemente gli avvisi di interpello pubblicati sui siti delle scuole o sul portale del Ministero, in quanto rappresentano l'unico canale ufficiale dopo l'abolizione delle MAD.
- Verificare la corretta ricezione delle e-mail nella cartella "Spam" o "Promozioni", per non perdere eventuali convocazioni dalle singole scuole.
- Accedere al portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito per verificare che i propri recapiti siano aggiornati nella sezione dedicata alle istanze online.
La situazione dovrebbe stabilizzarsi entro la fine del mese di settembre, quando tutti i posti vacanti saranno stati assegnati, garantendo così il regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative in tutti gli istituti del Paese.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito istruzioneveneto.gov.it.




